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Omicidio Elena Ceste: una telefonata incastrerebbe Michele Buoninconti

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Gli inquirenti hanno una nuova prova a disposizione per inchiodare Michele Buoninconti, unico indagato per l’omicidio di Elena Ceste. Sabato 18 ottobre 2014, un collega lo ha avvisato del ritrovamento di un cadavere. I carabinieri la ascoltano e appuntano tutte le contraddizioni dell’uomo.

michele buonincontiÉ il 18 ottobre del 2014. Intorno alle 4 del pomeriggio, Michele Buoninconti riceve una telefonata dal collega Luciano. Sono passati 10 mesi dalla scomparsa misteriosa di sua moglie Elena Ceste. Michele è in casa e Lucinano lo avvisa del ritrovamento di un corpo, ma non si hanno altre notizie. L’uomo ignora che i carabinieri lo stiano ascoltando e, parte della della conversazione è stata trascritta nell’ordinanza del gip del Tribunale di Asti. Michele Buoninconti chiede al collega: «É in avanzato stato di decomposizione?». Per l’accusa vi sono una serie di contraddizioni evidenti che lasciano pochi dubbi sulla malafade dell’uomo.

Su Panorma è stata pubblicata la versione originale della telefonata seguita da un’analisi soggettiva. Abbiamo provato a fare una sintesi. Sono ancora molti i punti oscuri sulla vicenda a partire dal comportamento tenuto da Buoninconti. Quando Elena Ceste è sparita, lui è affranto e disperato, la cerca ovunque, collabora con i carabinieri facendo nomi ben precisi e puntando il dito. Passano i mesi e non si rassegna, è un uomo molto provato, ed è anche arrabbiato con le forze dell’ordine perché secondo lui non fanno abbastanza! Poi dopo 10 lunghi e interminabili mesi, a 200 metri appena dalla villetta in cui abitava, viene ritrovato un cadavere. Può vederlo anche se si affaccia dalla finestra, e può vedere anche le decine di auto che giungono sul posto.

Michele Buoninconti non chiede se si tratta della moglie, non esita un attimo e chiede informazioni sul suo stato. Ecco perché questa telefonata incastrarebbe l’uomo. Proseguendo nell’ascolto, si nota un’altra contraddizione che è proprio sul luogo del ritrovamento, quando sulla sua testa sta sorvolando l’elicottero della trasmissione Quarto Grado che segue le operazioni. Infine, come è possibile che un Vigile del Fuoco, esperto come lui, non abbia idea di dove si trovi il canalone? Ancora più agghiacciante la risposta: «E vabbò, non fa niente, ma tanto non ci sarei andato lo stesso. Era solo la curiosità di sapere se era verso Isola o verso Motta».

Non possiamo e non vogliamo sostituirci ai giudici e nemmeno agli inquirenti, però siamo davvero perplessi davanti a queste parole. Come può un uomo che non ha notizie di sua moglie da 10 mesi essere solo curioso di sapere la direzione? Perché non si è precipitato subito fuori?

Fonte: Panorama

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