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Omicidio Eraldo Cecchini, riaperto il caso: ascoltato Gerardo Deganutti

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L’omicidio dell’assessore Eraldo Cecchini era stato archiviato come delitto eseguito da un folle. Dieci anni dopo il delitto Luigi Del Savio, l’assassino, è morto portandosi nella tomba un segreto condiviso con Gerardo Deganutti. La magistratura di Foro Ulpiano però ha deciso di riaprire il caso e martedì c’è stato un interrogatorio.

delitto cecchiniGerardo Deganutti si è avvalso della facoltà di non rispondere. C’era da aspettarselo da uno come lui che si trova in carcere per scontare una serie di condanne che vanno dalle azioni eversive nei confronti di magistrati e personalità di spicco del mondo politico, allo sfruttamento della prostituzione. Eraldo Cecchini è stato ucciso il 24 aprile del 1991 da Luigi Del Savio (Gino Cugno), proprio sotto casa sua. Era assessore a Urbanistica e Traffico nella giunta del sindaco Franco Ricchetti. Pur non essendosi macchiato le mani di sangue, Gerardo Deganutti è finito sotto inchiesta. Il 59enne di Triste è ritenuto il fondatore del Pot (Prima organizzazione triestina), un movimento estremista.

I processi a carico di Del Salvio non hanno mai fatto emergere elementi contro Gerardo Deganutti pur essendo un suo amico. L’uomo aveva agito da solo spinto dalla sua follia grazie alla quale aveva ottenuto uno sconto di pena. A scatenare la sua ira la decisione dell’assessore di bloccare il traffico in centro, che aveva già causato qualche mal di pancia tra i triestini. L’inchiesta però è passata nelle mani di un nuovo sostituito procuratore che ha deciso di andare a fondo, perché l’omicidio Eraldo Cecchini nasconde altre verità. Per il momento la Procura e il Tribunale hanno le bocche cucite, proprio come Deganutti. Nel 2002 l’uomo ha scritto una lettera alla redazione del giornale Il Piccolo, a cui ha inviato altre missive nei limiti consentiti, in cui diceva: «Solo io conosco le vere ragioni dell’omicidio dell’assessore Cecchini. L’autore, Luigi Del Savio o meglio “Gino Cugno”, è morto e io sono sciolto dal patto di non rivelare nulla». Eraldo Cecchini è davvero vittima di un folle o ci sono motivi politici dietro l’omicidio?

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