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Omicidio Fioretto: un mistero che dura da 24 anni

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L’omicidio Fioretto è uno dei tanti casi irrisolti ritornato alla ribalta da qualche giorno. I coniugi Fioretto si trovavano nei pressi della loro abitazione a Vicenza quando sono stati freddati da alcuni colpi di pistola. Era il 21 Febbraio 1991 e dopo 24 anni forse ci potrebbe essere una svolta.

omicidio fiorettoNel 2012 gli investigatori della squadra mobile hanno deciso di riaprire il fascicolo contenente i documenti dell’omicidio Fioretto. Sulla scena del crimine era presente un guanto che presentava delle tracce di sudore da cui era stato ricavato il DNA del killer, il reperto numero nove. E’ di qualche giorno fa la notizia che il guanto è stato nuovamente analizzato in un laboratorio romano ma il profilo genetico non coincide con quello del principale sospettato Massimiliano Romano, ormai deceduto. L’uomo era stato riconosciuto da una testimone e non sapeva di essere intercettato per altri episodi. In una telefonata si lasciò sfuggire: «Ho fatto una strage, ma devono trovare le prove».

La scienza ha fatto dei passi di gigante negli ultimi decenni e si possono stabilire tante cose grazie ad un semplice guanto. A capo della squadra speciale dei cold case italiani che si occupa anche dell’omicidio Fioretto c’è il vice questore Michele Marchese, il primo ad affidarsi alle nuove tecnologie e che ha risolto dopo venti anni il caso dell’omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre. A Vicenza la questione è molto più complessa.

Ventiquattro anni fa, Massimiliano Romano era considerato un criminale di spicco. Durante una perquisizione nella sua abitazione di Verona venne ritrovata un’arma da fuoco simile a quella utilizzata per l’omicidio Fioretto. La perizia balistica stabilì che non fu quella la pistola che sparò ai coniugi vicentini. L’anno successivo l’uomo morì in un aspro conflitto a fuoco con la polizia. Per analizzare il DNA non c’è stato bisogno di riesumare il corpo di Romano, gli agenti si sono serviti dei campioni prelevati durante l’autopsia.

Le indagini per l’omicidio Fioretto ripartono con l’unica certezza che il killer non sia Romano ma un suo complice.

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