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Omicidio Gabriele Giammarino, l’assassino resta in silenzio

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Omicidio Gabriele GiammarinoIl 36enne Mirko Giancaterino è stato fermato nei giorni scorsi perché accusato di aver ucciso l’anziano Gabriele Giammarino. L’uomo durante l’incontro con il gip si è avvalso della facoltà di non rispondere

Mirko Giancaterino resterà in carcere per l’omicidio di Gabriele Giammarino. A deciderlo è stato il giudice Nicola Colantonio il quale avrebbe confermato che contro il 36enne esisterebbero gravi indizi di colpevolezza: “L’indagato è soggetto che, attualmente, non ha freni inibitori: capace di aggredire soggetti in stato di minorata difesa, agendo con crudeltà; capace di porre a repentaglio l’incolumità fisica di numerosi soggetti usando armi da taglio ed appiccando il fuoco in uno stabile abitato da numerosi condomini”.

Gabriele Giammarino è morto nella sua casa di Penne che sarebbe stata data alle fiamme dall’accusato probabilmente per depistare le indagini. Un tentativo fallito poiché Mirko Giancaterino è stato poco dopo arrestato. Sempre secondo il gip, quest’ultimo è “un soggetto violento, assolutamente privo di autocontrollo e dotato di spiccata capacita’ delinquenziale. Ed invero, neppure la sottoposizione al regime dell’affidamento in prova ai servizi sociali riusciva a frenare la volonta’ omicida di Giancaterino: cio’ dimostra la sua assoluta incapacita’ di autocontrollo e l’evidente attuale pericolo per la collettivita’”.

Inoltre, come pubblicato da Cityrumors.it, l’assassino di Gabriele Giammarino durante l’interrogatorio di convalida si  sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere: “Il mio assistito – ha dichiarato il suo difensore Paolo Marinoe’ molto confuso. A me ha detto di essere innocente. E’ uscito la mattina presto, come usa fare di solito, per andare a comprare le sigarette, che poi però non ha acquistato. Al momento ho a disposizione solo gli atti relativi alla misura. Aspetto di avere il fascicolo completo. Ci sarebbe solo la testimonianza di una donna che dice di averlo individuato attraverso lo spioncino di casa e che abita nello stesso palazzo della vittima. Questa donna sostiene di avere visto una figura simile a quella ripresa dalla telecamera della tabaccheria che si trova su viale San Francesco. Oltre questi elementi non mi sembra ce ne siano altri”.

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