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Omicidio Gabriella Fabbiano, il complice dell’assassino? “Un pezzo di pane”

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Gabriella Fabbiano è stata uccisa dal suo ex compagno, Mario Marcone, il quale sarebbe stato aiutato a nascondere il della vittima dal suo amico, Fabrizio Antonazzo. In paese però, tutti sono sconvolti, in tanti stentano a credere che il complice sia stato proprio lui

L’arresto del 52enne Fabrizio Antonazzo fa molto discutere. Chi lo conosceva lo ha descritto buono, come un “pezzo di pane”, e piuttosto abile come tecnico informatico.

Antonazzo aveva inoltre un’invalidità parziale per un problema alle gambe che gli rendeva difficoltoso anche fare un solo passo: com’è possibile dunque che l’uomo sia riuscito a gettare insieme a Marcone il corpo di Gabriella Fabbiano nel laghetto della cava? E’ per questo che tutti sono rimasti senza parole alla notizia dell’arresto: “Complicità nel trasporto di un cadavere? Si stenta a crederlo, non stava nemmeno in piedi”.

Un pezzo di pane – ha dichiarato l’edicolante di piazza Matteotti – Lo conoscevo bene, di vista, da anni. Un bonaccione. Non come l’altro (Marcone ndr.) Si incontravano spesso e stavano ore là, seduti alla fontana, a parlare. Ogni tanto Antonazzo veniva a prendere il giornale, si chiacchierava. Qui non aveva nessun parente. Girava in bicicletta, arrivava e si sedeva. Le gambe non gli funzionavano. Non si capisce come abbia fatto a trasportare un cadavere“.

A parlare è anche il sindaco Eugenio Comincini: “In effetti questo uomo era seguito per una situazione economica problematica e compromessa dal punto di vista sanitario. Da novembre aveva avuto accesso all’inserimento professionale facilitato e operava nella coop che assiste i disabili. Va precisato che non aveva mai avuto, né mai avrebbe avuto, contatti con il servizio e gli utenti. In ragione delle sue capacità con i computer, era stato assegnato alla parte tecnica e si era rivelato idoneo alla mansione. Quell’uomo era come molti altri che hanno i requisiti per ottenere un aiuto dai servizi sociali. Non credo del resto sia un caso che situazioni così tragiche esplodano in contesti problematici, degradati, o comunque di grande povertà economica e culturale”.

Da: Ilgiorno.it

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