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Delitti dal mondoOmicidio Gaia Molinari, indagini ferme. La sospettata potrebbe tornare in libertà

Omicidio Gaia Molinari, indagini ferme. La sospettata potrebbe tornare in libertà

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Gaia MolinariPer l’omicidio della 29enne Gaia Molinari resta unica sospettata Mirian França, amica della giovane piacentina che era con lei a Jericoacoara. La ragazza potrebbe però tornare presto in libertà

La polizia continua ad essere convinta che il killer di Gaia Molinari sia un uomo. E’ proprio per questo che Mirian França potrebbe essere liberata.

Le indagini per l’omicidio della piacentina, uccisa mentre era in vacanza a Jericoacoara, al momento restano confuse e ferme. A due settimane dalla morte della 29enne il caso resta insoluto e ricco di conclusioni affrettate.

L’unica certezza arrivata dall’autopsia è che Gaia Molinari è morta per strangolamento dopo essere stata colpita con un corpo contundente al volto. Sul corpo della ragazza non sono stati ritrovati segni di stupro: “Possiamo dire che non c’era sperma nel corpo della vittima, il che non vuol dire che non vi sia stato alcun reato sessuale. I rapporti autoptici hanno dimostrato che il corpo della giovane ha subito molti colpi, è stato un crimine di estrema violenza”.

Sotto le unghie di Gaia inoltre, ci sarebbero le prove della sua lotta contro la persona che dopo averla legata la stava aggredendo.

Un omicidio troppo afferrato che solo un uomo o più persone avrebbero potuto compiere. Dunque, la 31enne Mirian França, laureata in Farmacia, arrestata il 29 dicembre perchè si è contraddetta troppo durante la ricostruzione degli ultimi giorni trascorsi con Gaia Molinari, potrebbe non essere la colpevole.

La madre di Mirian França ha dichiarato: “Sono cresciuta e vivo in una favela, so cosa vuol dire buttare sempre la colpa sui poveri e i neri”.

Per la famiglia e per l’avvocato della 31enne è stato il colore della pelle a far nascere tutte le accuse sulla ragazza: “Le porte delle carceri brasiliane sono sempre aperte per i neri e i poveri. Le contraddizioni in un racconto non significano colpevolezza e non giustificano una prigione preventiva”.

Intanto, da non far passare in secondo piano c’è la testimonianza di alcuni amici italiani di Gaia Molinari: “Abbiamo avuto una videochiamata su Skype di circa trenta minuti con Gaia, poco prima che lei fosse uccisa. Le avevamo raccomandato di stare molto attenta perché nella regione del Cearà, dove si trova Jericoacoara, in pochi giorni vi erano stati 55 omicidi. Mentre io e mia moglie le parlavamo, sentivo che c’era qualcuno accanto a lei: si trattava della voce di un uomo che parlava in portoghese, ma non siamo riusciti a scorgerlo”.

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