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Omicidio Giorgio Gobbi, fermata una seconda persona

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Giorgio GobbiGiorgio Gobbi, 43enne di Cicognolo, è stato ucciso dal cognato il 4 dicembre. Nelle ultime ore è stata fermata una seconda persona che avrebbe aiutato l’assassino a compiere l’omicidio. Ritrovata anche l’arma del delitto

Giorgio Gobbi è stato ucciso con un fucile da caccia a doppietta che i vigili del fuoco di Mantova e i sommozzatori di Milano hanno ritrovato nel canale Diversivo a Soave di Porto Mantovano. L’arma sarà esaminata nelle prossime ore con un esame balistico che dirà con certezza se quel fucile è stato usato o meno per uccidere il 43enne.

Gli esperti hanno inoltre fermato un altro uomo oltre a Luciano Bonazzoli, il 48enne marito della sorella della vittima, accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio: si tratta di Roberto Infante, 50enne di Viadana, ritenuto responsabile dell’omicidio e del successivo occultamento di cadavere.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, dopo aver ucciso Giorgio Gobbi, Infante avrebbe caricato il corpo senza vita dell’uomo nella sua auto che avrebbe poi guidato fino a Parma nei pressi dei “Centro Torri” dove successivamente lo avrebbe raggiunto Bonazzoli. L’uomo avrebbe aiutato il cognato della vittima anche a disattivare le telecamere di sicurezza all’interno della ditta in cui è avvenuto l’inaspettato omicidio.

A confessare di aver ucciso Giorgio Gobbi per questioni legate a diversi debiti di gioco è stato lo stesso Bonazzoli. Troppe sono state le contraddizioni nelle sue dichiarazioni che hanno spinto gli esperti ad ipotizzare la presenza di un complice che hanno cercato e fermato anche grazie ad una serie di analisi effettuate sui tabulati telefonici che attestano un numero eccessivo di chiamate avvenute proprio tra Bonazzoli e Infante nei giorni precedenti e antecedenti l’omicidio.

Le indagini per la morte del 43enne, che era stato trovato morto nel bagagliaio della sua auto, si sono dunque concluse con l’arresto di due persone.

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