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Delitti dal mondoOmicidio Giulio Regeni, la mamma: “Morto sotto tortura, era irriconoscibile”

Omicidio Giulio Regeni, la mamma: “Morto sotto tortura, era irriconoscibile”

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giulio regeniEcco cosa hanno detto Paola e Claudio Regeni, madre e padre del ricercatore Giulio Regeni ucciso in Egitto, durante la conferenza stampa che si è tenuta a palazzo Madama

I genitori di Giulio Regeni non credono assolutamente alle ipotesi delle autorità dell’Egitto riguardanti l’omicidio del giovane ricercatore. Paola e Claudio vogliono verità e giustizia, elementi che non smetteranno mai di chiedere.

Secondo quanto dichiarato dai due, Giulio al momento del riconoscimento era completamente devastato: “Giulio non era andato in guerra. Era andato a fare ricerca e l’hanno torturato e ucciso. L’ho potuto riconoscere solo vedendo la punta del naso – ha dichiarato mamma Paola – Il viso di Giulio era diventato piccolo, piccolo, piccolo. Io e Claudio l’abbiamo baciato e accarezzato. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Ho pensato che tutto il male del mondo si fosse riversato su di lui. Non ho pianto, eppure io piango. Ma mi sbloccherò solo quando saprò cosa è successo davvero a mio figlio. Continuerò a dire ‘verità per Giulio'”.

Il 5 aprile gli investigatori egiziani verranno in Italia, nel caso non ci saranno novità, i genitori di Giulio saranno costretti a difendersi con le foto orribili del cadavere del figlio: “Se il 5 aprile sarà una giornata vuota, confidiamo in una risposta forte del nostro governo. Aspettiamo la verità su Giulio. Speriamo di non arrivare a questo nei confronti di Giulio. Ma è un’immagine che abbiamo…”.

A parlare in conferenza è stato anche Manconi, il presidente della commissione Diritti umani del Senato: “Era necessario per Paola e Claudio Regeni rinnovare pubblicamente qui il loro dolore affinché la verità sulla sorte di Giulio non venga consegnata all’oblio. Serve una determinazione maggiore di quella finora adottata e porre con urgenza la questione del richiamo in Italia del nostro ambasciatore in Egitto. Richiamo non vuol dire ritiro, vuol dire richiamo per consultazioni. Ci sono state delle imprecisioni: quello del 5 aprile non sarà un incontro tra procuratori ma tra funzionari delle rispettive polizie”.

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