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Omicidio Giuseppe Di Giacomo, il pentito Galatolo confessa: “Ucciso per aver offeso Lo Presti”

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Giuseppe Di GiacomoGiuseppe Di Giacomo fu freddato nel marzo scorso in maniera plateale vicino alla sua abitazione nei pressi di via Eugenio l’Emiro. Per l’omicidio dell’uomo è stato Vito Galatolo a dare indizi importanti agli investigatori

A raccontare alcuni segreti sull’omicidio di Giuseppe Di Giacomo è stato Vito Galatolo, ex boss dell’Acquasanta ormai diventato aspirante collaboratore di giustizia: “Giuseppe Di Giacomo aveva offeso Tommaso Lo Presti che voleva impadronirsi del mandamento e per questo fu ucciso”.

Lo Presti è stato indicato come il reggente della famiglia di Palermo Centro e di tutto il mandamento di Porta Nuova che aveva come leader Alessandro D’Ambrogio. Fu proprio dopo l’arresto di quest’ultimo che Giuseppe Di Giacomo aveva scalato la sua posizione per raggiungere il potere e furono proprio delle intercettazioni a confermare che l’uomo fosse diventato il nuovo “pezzo grosso” del gruppo. E’ stato dunque per questo motivo che hanno preferito ucciderlo?

A confessare il tutto a Galatola fu Vincenzo Graziano, mafioso dell’Acquasanta: “Forse Di Giacomo avrebbe dato o uno schiaffo a Lo Presti Tommaso, il pacchione, o lo avrebbe offeso con la bocca. E’ per questo lo hanno ucciso a Giuseppe?” chiese Galatolo a Graziano che confermò il tutto.

Vito Galatolo poi ha detto agli esperti di non sapere chi faceva parte del commando di morte: “Io posso sapere gli esecutori della mia casa, se erano fatti a casa mia, non in quella degli altri. Non mi ci vado a informare chi è stato a uccidere Giuseppe Di Giacomo”.

Insomma, l’omicidio dell’uomo è stato causato da una scalata al potere seguita da offese che Lo Presti riusciva ad accettare. Giuseppe Di Giacomo fu ucciso da alcuni killer a bordo di uno scooter che avevano intenzione di dare un segnale di potenza all’interno del mandamento. Quella di Giuseppe era la fine che avrebbero fatto tutti coloro che avrebbero tentato di “alzare la testa”.

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