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Omicidio Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: Hashi Omar Hassan ha scontato la sua pena ma la Corte di Perugia riapre il processo

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Sono passati 18 anni dall’arresto di Hashi Omar Assan, accusato di aver ucciso Ilaria Alpi e il suo cameraman Miran Hrovatin. Il somalo si è sempre dichiarato innocente e anche la madre della giornalista è convinta che dietro l’omicidio ci siano dei mandanti. Con la riapertura del processo si potrebbe arrivare ai nomi.

omar_hashi_hassanIl sostituto procuratore di Perugia, Dario Razzi, ha commentato la riapertura del processo di revisione per Hashi Omar Assan, con delle parole che sembrano scolpite nella pietra, per la loro durezza: «Il quadro che si prospetta è sconvolgente. Serve verità, anche per rispetto delle vittime». Il somalo è stato arrestato 16 anni fa per l’omicidio di Ilaria Alpi e del suo cameraman, ad incastrarlo una testimonianza di Ahmed Ali Rage (Gelle) che aveva mentito in cambio di denaro e un visto per quella che all’epoca era vista come la “terra promessa”: l’Italia.

La corte di Appello di Perugia è chiamata a decidere se la sentenza emessa nel 2002 dalla corte d’Assise d’Appello della capitale debba essere annullata, per restituire dignità ad Assan e per spingere gli inquirenti a seguire nuove piste che portano ai mandanti dell’omicidio della giornalista Rai Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin. Gelle è rifugiato politico in Inghilterra, lo scorso anno è stato intervistato da Chiara Cazzaniga di “Chi l’ha visto?” confermando quanto aveva già detto 13 anni fa, contribuendo alla riapertura del caso.

Nel nuovo processo saranno chiamanti 20 testimoni che dovranno ricostruire l’agguato avvenuto il 20 marzo del 1994 teso ai giornalisti Rai. Gelle è il testimone chiave, ma i magistrati non sono ancora riusciti a raccogliere la sua testimonianza che potrebbe fare luce sui meccanismi messi in moto per nascondere la verità. Nel 1997 Gelle venne ascoltato dagli agenti della Digos e da Ionta, il pm titolare dell’inchiesta (ricordiamo che sono 5 i pm che si sono passati il fascicolo in 21 anni), e durante l’interrogatorio indicò Hashi Omar Hassan come uno degli uomini del commando armato che uccise Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. La data fissata per l’istruttoria dibattimentale è il prossimo 5 aprile. Il procuratore generale vuole riascoltare Giancarlo Marocchino l’imprenditore che ha soccorso i giornalisti Rai, il datore di lavoro di Gelle per cui ha lavorato durante i 4 mesi di permanenza in Italia, i somali presenti al momento dell’agguato, l’ambasciatore Giuseppe Cassini e l’inviato che individuò Gelle attraverso l’analisi delle foto e dei filmati ripresi dalla tv ABC.

Appare chiaro il fatto che c’è stata un’azione di depistaggio ma è probabile che i nomi dei mandanti non verranno fuori nemmeno durante il nuovo processo. I genitori di Ilaria Alpi spesso sono stati trattati come dei rompiscatole, il padre purtroppo si è spento e la madre è rimasta sola nella sua battaglia per la ricerca dei responsabili, anche se insieme a lei c’è proprio Hashi Omar Hassan, il cittadino somalo che ha passato gli anni più importanti della sua vita in carcere.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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