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Omicidio Ingrid Visser

Omicidio Ingrid Visser: condannati gli assassini della pallavolista olandese e del compagno

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La pallavolista olandese Ingrid Visser e il compagno Lodewijk Severin sono stati torturati e uccisi nel 2013. Condannati gli assassini.

Omicidio Ingrid VisserIngrid Visser era una pallavolista olandese che ha giocato nella Minetti Vicenza durante la stagione 2000-01. Il 13 maggio del 2013, all’improvviso si persero le tracce di Ingrid e del compagno Lodewijk Severin. La donna aveva 36 anni ed era incinta di sei settimane. Due giorni dopo la scomparsa i famigliari allertarono le autorità. La coppia infatti doveva rientrare in Olanda e aveva prenotato un volo da Murcia, in Spagna. I cellulari erano sempre spenti e l’auto che avevano noleggiato era poco distante dall’albergo in cui avevano alloggiato. Dopo una brevissima indagine, i corpi di Ingrid Visser e del compagno vennero trovati sepolti in una limonaia. In seguito si scoprì che la coppia era stata torturata per due giorni.

Grazie al lavoro meticoloso della polizia iberica, dopo qualche tempo vennero fermati Ion Valentin e Stan Constantin e lo spagnolo Juan Cuenca Lorente, dirigente del Club Atletico Murcia 2005 dove la Visser aveva giocato sino al 2011. Per la ricostruzione del movente, che ad oggi rimane ancora un mistero, sono stati analizzati i movimenti del compagno di Ingrid Visser. A quanto pare il dirigente della squadra di pallavolo aveva contratto un debito con Severin per una cava di marmo. Il tribunale di Murcia, in Spagna, al termine del processo ha emesso il verdetto finale chiudendo anche questa macabra vicenda. Ingrid Visser e il compagno oltre ad essere torturati erano stati smembrati con una motosega e i resti chiusi in sacchi neri per l’immondizia.

Juan Cuenca Lorente e Ion Valentin sono stati condannati a 34 anni di carcere perché riconosciuti responsabili del duplice delitto. Costantin Stan è stato condannato a 5 mesi di reclusione, all’inizio era stato indicato come esecutore materiale, ma ha solo assistito alle operazioni di sepoltura dei corpi delle vittime. Il proprietario del frutteto invece è stato assolto perché è stata dimostrata la sua estraneità nel duplice omicidio.

Fonte: Il Giornale di Vicenza

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