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NewsOmicidio Isabella Noventa: Manuela Cacco sotto torchio per 3 ore, non dice dove si trova il corpo

Omicidio Isabella Noventa: Manuela Cacco sotto torchio per 3 ore, non dice dove si trova il corpo

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La giornata di ieri era considerata molto importante per la svolta nel caso di Isabella Noventa. In mattinata erano previsti gli interrogatori di Freddy Sorgato e Debora, ma sono stati annullati. Nel pomeriggio invece è stata messa sotto torchio per ben 3 ore Manuela Cacco. La tabaccaia non sa che fine abbia fatto il corpo della segretaria.

manuela caccoManuela Cacco, considerata come la testimone chiave nell’omicidio di Isabella Noventa, nonché l’anello debole del trio che ha organizzato il piano per farla fuori, ha raccontato al magistrato come si sono svolti i fatti quella notte tra il 15 e il 16 gennaio. L’interrogatorio è durato per ben 3 ore e si è tenuto nel carcere di Montorio, in provincia di Verona, dove è attualmente detenuta. Con questa confessione gli inquirenti possono sicuramente chiudere quello che in gergo investigativo viene definito “quadro accusatorio”, ma come riporta Il Gazzettino, la tabaccaia non ha fornito elementi utili per il ritrovamento del cadavere di Isabella Noventa. Per quanto riguarda i fratelli Sorgato invece, pare che siano stati proprio loro a chiedere che gli interrogatori venissero rimandati.

L’avvocato Alessandro Menegazzo, che difende Manuela Cacco, sempre a Il Gazzettino ha dichiarato: «Non c’è stata confessione, la mia assistita ha solo ribadito di non aver mai visto il corpo di Isabella Noventa e ancor meno di sapere che fine abbia fatto. Manuela Cacco ha risposto alle domande del Pm e ha fatto alcune precisazioni sulle sue dichiarazioni già rese nelle scorse settimane». Dunque si profila per la tabaccaia un ruolo marginale, avrebbe dato una mano a Freddy Sorgato per costruire un alibi.

«Non c’entro con l’omicidio, non sapevo cos’era successo», sono queste alcune delle parole che Manuela ha pronunciato davanti al magistrato che la incalzava con le sue domande. Today.it ha riportato altri dettagli dell’interrogatorio, come le lacrime e i picchi di emotività: «Sono finita in una storia più grande di me». Ma questo non basta per completare il puzzle, manca ancora il corpo di Isabella Noventa che, secondo il legale della famiglia, potrebbe essere stato gettato in una cisterna.

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