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Omicidio Joele Leotta: parla l’amico scampato alla tragedia

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joele leottaJoele Leotta venne ucciso nell’albergo di Lower Stone Street da quattro immigrati lituani in una maledetta domenica di ottobre del 2013. In aula il 20enne Alex Galbiati ha rievocato quei tragici momenti

Alex riuscì a scampare a quella tragedia e a distanza di qualche mese, coperto da un paravento per impedire ai quattro lituani di guardarlo, ha raccontato di quell’ingiusto omicidio ai giudici del tribunale della Corte della Corona di Maidstone.

Ecco Alex come ha descritto l’omicidio del suo amico di sempre Joele Leotta: “Stavamo guardando la televisione in camera nostra, eravamo in pigiama. Verso le 11 di sera al piano superiore abbiamo sentito dei rumori, dei tonfi, come di lotta. Un quarto d’ora dopo qualcuno ha picchiato contro la porta della nostra stanza, sino a sfondarla.”

Lui e Joele Leotta avevano cercato di difendersi con una sbarra di ferro ma uno degli assassini la strappò brutalmente dalle mani dei ragazzi impauriti per poi picchiarli.

Il testimone riuscì a nascondersi nel bagno ma Joele non trovò altro nascondiglio. Improvvisamente le furie sembravano essersi allontanate. Mentre Joele Leotta stava per telefonare il 999, i lituani tornarono scagliandosi solo su di lui: “Ho cercato di fermarli, ho cercato di aiutare Jo, ma non mi lasciavano uscire dalla toilette, continuavano a colpirmi con quella spranga”.

Riuscito a liberarsi, per Joele, ucciso da cento colpi, non c’era più nulla da fare.

Alex poi continua: “In Inghilterra abbiamo trovato un’opportunità che in Italia non avevamo. Joele aveva trovato il lavoro su internet, ma era per una sola persona, così ha parlato con il titolare convincendolo ad assumere anche me”.

Una serata tranquilla trasformata in tragedia da calci, pugni e sangue.

Nel caseggiato sopra al Vesuvius Restaurant, dove Joele Leotta lavorava, in molti si erano lamentati per la musica troppo alta e i quattro aggressori avevano pensato che proprio i due ragazzi avessero dato la colpa a loro.

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