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Omicidio Klinger: l’assassino era un suo amico

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Il caso dello storico italiano William Klinger, ucciso negli Stati Uniti, è stato presto risolto. L’assassino è un suo amico che, in preda ad uno scatto d’ira, lo ha ucciso. Futile il movente: un accordo immobiliare non concluso.

klingerWilliam Klinger si trovava negli Stati Uniti per tenere un ciclo di conferenze sulla ex Jugoslavia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo storico era nato a Fiume, e risiedeva insieme alla sua famiglia (mogli e due figli) a Gradisca d’Isonzo.

Gli inquirenti hanno effettuato un lavoro molto accurato: sul corpo di Klinger hanno rinvenuto varie ricevute. Questa è stata la base di partenza: i poliziotti, infatti, sono andati nei vari negozi, e grazie alle telecamere di sicurezza sono riusciti a ricostruire le ultime ore.

L’assassino dello storico italiano è il 49enne croato Alexander Bonich. Messo davanti all’evidenza, l’uomo ha confessato l’omicidio ed ha spiegato che alla base del gesto c’era un “affare immobiliare andato male, relativo a una proprietà nel nordest dell’Italia”.

Il litigio sarebbe avvenuto nel parco di Astoria: Bonich avrebbe intimato a Klinger di fermarsi. Ignorato dall’amico, avrebbe estratto la pistola e gli avrebbe sparato alla nuca. Una volta a terra, si sarebbe avvicinato, e gli avrebbe sparato un secondo colpo.

Bonich avrebbe anche dichiarato di aver gettato la pistola, e i suoi vestiti, nell’East River vicino Roosvelt Island. Nonostante l’ammissione di colpa, l’uomo avrebbe anche dichiarato di aver sparato solo per legittima difesa. La scena del crimine, però, dice tutt’altro.

Bonich è stato accusato di omicidio di secondo grado, possesso illegale d’arma e alterazione delle prove: l’uomo rischia 25 anni di carcere.

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