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FemminicidioOmicidio Laura Livi: presidio delle associazioni davanti al tribunale
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Omicidio Laura Livi: presidio delle associazioni davanti al tribunale

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Mercoledì 22 luglio si terrà la prima udienza del processo con rito abbreviato per l’omicidio di Laura Livi. Sul banco imputati suo marito, Franco Sorgenti. L’uomo l’ha uccisa con 11 coltellate davanti alle figliolette di 2 e 7 anni. Presso il tribunale di Terni ci sarà un presidio di donne per manifestare contro il femminicidio.

femminicidio_2Le associazioni “Terni Donne” e “Libera…mente Donna” si sono date appuntamento davanti al tribunale di Terni il prossimo mercoledì 22 luglio alle ore 9. Hanno organizzato un presidio per chiedere giustizia e dignità per la categoria femminile. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati a manifestare solidarietà alla famiglia di Laura Livi, vittima di femminicidio e per richiamare l’attenzione delle istituzioni del territorio per mettere fine a queste tragedie che si consumano tra le mura domestiche.

Laura Livi è stata uccisa il 29 ottobre del 2014 nella sua abitazione a Terni. É morta dissanguata in seguito alle ferite inferte dal marito con un coltello dal cucina di 20 centimetri. Mercoledì si terrà l’udienza del suo omicidio con rito abbreviato. Franco Sorgenti era un pensionato e durante gli interrogatori ha ripercorso i giorni che hanno preceduto la tragedia. Dai suoi racconti è emerso un quadro familiare piuttosto fragile, tanto che Laura Livi stava pensando alla separazione. Stavano discutendo i dettagli ma come spesso accade, i coniugi non erano d’accordo.

Franco ha aggredito Laura e lei ha cercato di difendersi mordendolo alla mano, ma è riuscito a spingerla a terra e ha sferrato una serie di colpi all’addome con un coltello da cucina. Secondo l’autopsia sono stati due quelli fatali. Si è consegnato direttamente in carcere, però ha chiuso le figlie di 2 e 7 anni nella loro stanza per evitare che si trovassero davanti a quella terribile scena. Sempre nella ricostruzione di Sorgenti, pare che Laura Livi fosse interessata ad un’altra persona, ma non vi sono riscontri, tantomeno può avere un peso ai fini del movente.

Per le associazioni che hanno organizzato il presidio, il femminicidio non è un raptus di follia, ma “l’atto finale consapevole dell’esercizio di potere che l’uomo e la società esercitano sulla donna”. La società ci ha imprigionati in ruoli stereotipati e si nega l’unicità della donna che non può essere libera di essere quello che vuole. Dietro la porta dell’appartamento accanto al tuo potrebbe vivere un’altra vittima come Laura Livi. Solo con l’informazione si può combattere il femminicidio.

Fonte: Umbria 24

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