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Omicidio Leopardi: arrestato il suocero

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LeopardiRocco Lagioia, 68enne suocero di Alessandro Leopardi, è stato arrestato con l’accusa di omicidio premeditato e di distruzione di cadavere

Alessandro Leopardi, 38 anni, fu ucciso a Valenzano a pochi metri dalla sua abitazione il primo ottobre scorso. Probabilmente, il delitto si è consumato a causa di dissidi familiari per motivi economici. Il 38enne sembra infatti che avesse chiesto all’uomo di intestare alla figlia alcuni beni di famiglia.

Secondo una ricostruzione dell’omicidio, Lagioia avrebbe tolto la vita ad Alessandro Leopardi con alcuni colpi di fucile, avrebbe cosparso il cadavere di carburante e sistemato su tubi in plastica per poi dare vita ad un rogo ad altissime temperature.

Le indagini, condotte dal procuratore aggiunto Anna Maria Tosto e dal sostituto Manfredi Dini Ciacci, hanno potuto confermare che ad uccidere Leopardi sia stato proprio il suocero dopo che sono state intercettate all’interno della sua automobile frasi che il 68enne continuava a ripetere tra sè e sè: “Mi ha costretto a uccidere, mi ha costretto”, “E che non lo dovevo uccidere? Uagliò, ma vaffanculo va”, “Mi ha costretto a uccidere. U so menat n’ mezz alla via… L’ho bruciato sto chin d’merda. Che un delinquente era”.

Altre conferme sono arrivate invece da alcune dichiarazioni dei figli dell’uomo, da alcune macchie di sangue notate nei campi di proprietà di famiglia che l’assassino avrebbe tentato di coprire arando la terra e da alcuni testimoni che avrebbero visto Lagioia con delle taniche di gasolio proprio nel giorno in cui Leopardi è stato ucciso. E non solo, l’uomo sarebbe stato visto pulire anche il fucile con il quale ha tolto la vita al genero.

Nicola, il padre della vittima, è incredulo: “Non ci voglio credere, non me l’aspettavo da una persona di famiglia. Come in ogni famiglia c’erano battibecchi, ma non tali da portare a un gesto del genere”.

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