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Omicidio Lidia Macchi, parla la madre di Stefano Binda: quando è stata uccisa lui era in vacanza

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La madre di Stefano Binda, accusato di aver ucciso la studentessa Lidia Macchi, crede nella sua innocenza e ricorda che era in vacanza all’epoca dei fatti. L’uomo è rinchiuso in carcere dal 15 gennaio.

lidia macchi - delitti.net (2)Quello della madre di Stefano Binda è un “dolore dignitoso”, come lo definisce Il Giorno che ne ha raccolto la testimonianza. La signora Maria Poli è convinta che il figlio sia estraneo all’omicidio della studentessa Lidia Macchi, in quei giorni non era nemmeno a casa. Ricorda infatti che era in vacanza con Gioventù Studentesca a Prelato, ma su quaranta testimoni, solo uno, lo scorso 9 ottobre 2015, ha confermato la presenza di Binda nella casa-vacanza e di far parte del gruppo di ragazzi che non scianvano. Questo soggiorno si svolge dal 1° al 6 gennaio del 1987, Lidia Macchi viene trovata la mattina del 7 gennaio, massacrata con 29 coltellate, in località Sass Pinì, a Cittiglio.

Il 15 febbraio verrà aperto un nuovo capitolo nella vicenda dell’omicidio di Lidia Macchi, il procuratore generale di Milano ascolterà i testimoni, tra cui l’amica di Binda, Patrizia Bianchi, la stessa che ha riconosciuto la sua grafia nello scritto “In morte di un’amica”, fatto recapitare a casa della famiglia Macchi il giorno dei funerali di Lidia. Tra le altre persone che saranno ascoltate vi è don Giuseppe Sotgiu, vecchio amico di Stefano Binda, Paola Bonari che si recò con Lidia in ospedale poche ore prima che venisse uccisa, per fare visita ad un’amica, e Stefania Macchi, sua sorella.

Su questa vicenda è importante ascoltare anche il parere di un’altra persona vicina a Lidia Macchi, don Fabio Baroncini, parroco della chiesa di San Martino, animatore del gruppo CL negli anni ’80. Il sacerdote è convinto che Lidia conoscesse il suo assassino e che ha non ha avuto scampo perché di fronte a lei c’era una persona di cui si fidava. Queste confidenze sono state svelate da Giallo (num. 6). Di Stefano Binda pensa che sia una persona fragile, anche se lo conosce pochissimo, e quando ha letto la poesia non ha pensato a lui come un assassino. I sospetti non fanno una prova, e sono proprio quelle che mancano. I magistrati sono convinti che Stefano Binda abbia ucciso Lidia Macchi per punirla, perché lei lo aveva sedotto sino a destabilizzarlo, inducendolo a compiere uno stupro.

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