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Omicidio Lisini

Omicidio Lisini: resta un mistero la morte del pianista e della ballerina uccisi nel 2007

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Sull’omicidio di Massimo Lisini e della ballerina Andrea Dittmerova  il velo di mistero non è ancora stato sollevato e dopo una riapertura del caso a sette anni di distanza dalla morte dei due la Procura ha chiesto per la quarta volta l’archiviazione del medesimo, a questa decisione, attraverso i propri avvocati la famiglia del pianista si oppone con decisione.

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Andrea Dittmerova

Massimo Lisini era un pianista 41enne trovato morto il 17 luglio del 2007, sul Monte Grisa,  per asfissia e intossicazione da ossido di carbonio nell’auto avuta in prestito dalla sorella dell’amico e socio Massimo Campisi, la macchina, una Lancia Lybra,  al momento del ritrovamento del cadavere di Lisini aveva tutte le chiusure abbassate, tranne  quella posteriore di sinistra, una lampante anomalia dato che il dispositivo di chiusura centralizzata era perfettamente funzionante; quindi l’apparente suicidio poteva essere un omicidio, ma la verità ancora non è stata svelata nonostante l’andamento controverso e prolungato delle indagini.

In contemporanea al ritrovamento dell’uomo morto in auto venne rinvenuta nella casa del Lisini la giovane Andrea Dittmerova, una ballerina ceca 23enne, la donna era nuda sul letto, celata da una coperta e in avanzato stato di decomposizione, era morta per asfissia, infatti tutte le finestre della casa erano sigillate e l’appartamento saturo di gas, gli agenti intervenuti quel giorno scongiurarono per miracolo una devastante esplosione. Un altro apparente suicidio che non aveva ragione di essere e che alla luce dell’ esame più attento, avrebbe potuto essere ben altro. La ragazza era sbarcata a Trieste, proveniente dalla Repubblica Ceca solo una settimana prima della sua morte; a portarla in italia era stato proprio  Campisi, gestore di  una palestra a Opicina e procacciatore di ballerine reclutate nei night dell’Est Europa;  la Dittmerova una volta arrivata in città era stata ospitata da Lisini. Questo dettaglio esclude la possibilità di un doppio suicidio passionale, perchè i due si conoscevano appena.

Per gli avvocati della famiglia di Lisini gli spunti per proseguire le indagini ci sono tutti, al contrario di quello che sostiene la Procura; i due legali chiedono a voce ferma nuovi accertamenti ed esami del Dna trovato sul mozzicone di sigaretta ritrovato nell’appartamento di Massimo Lisini in piazzale Capolino, e una nuova perizia tossicologica sui cadaveri, le vittime potrebbero essere state addormentate in precedenza con qualche farmaco o altra sostanza stordente.

Ad oggi la tragica fine di Massimiliano Lisini e di Andrea Dittmerova, morti in circostanze più che misteriose e a poche ore di distanza, nello stesso territorio resta un mistero irrisolto, le due morti sono senza dubbio collegate ma da cosa e perchè ancora non è stato svelato; ad alimentare ancora di più i dubbi su questa duplice morte vi è un altro apparente caso di “suicidio”, ovvero la morte di Alessandro, fratello di Lisini trovato impiccato nel 2005 a una ringhiera esterna della sua villetta; anche in quella circostanza nulla fu mai chiarito con certezza…le tre morti potrebbero dunque essere tre omicidi avvenuti per la stessa mano? Solo il proseguimento delle indagini tanto invocato dai legali Giovanni Di Lullo e Luciano Sampietro potranno dare risposte…

 

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