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Omicidio Macchi, la madre: “Lidia, facci capire chi ti ha uccisa”

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Sono trascorsi quasi trent’anni da quando Lidia Macchi è stata massacrata con 29 coltellate. A parlare questa volta è la mamma, Paola Bettoni, che in tutti questi anni non si è mai arresa per poter finalmente scoprire la verità

Era la sera del 5 gennaio del 1987 quando Lidia Macchi venne massacrata. Ad essere accusato dell’omicidio è Stefano Binda, allora amico e compagno di liceo della vittima. Per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato e ad attenderlo in tribunale ci sarà probabilmente anche la mamma di Lidia, che lo accolse, ignara di tutto, in casa sua poco dopo la morte della figlia quando lui si presentò per le condoglianze.

“L’altra volta, quando c’è stato l’incidente probatorio, ho sofferto tanto – ha dichiarato Paola Bettoni – Dalle nove del mattino a mezzanotte, a un certo punto non ce l’ho fatta più. Sono scoppiata a piangere. Si trattava di mia figlia. Ho resistito finché ho potuto. Per una mamma mi sembra che sia una reazione normale”.

Paola spera nella giustizia per la figlia e che tutto possa finire il prima possibile. Nonostante tutto però, la donna non punta il dito contro Binda: “Non ho la documentazione che hanno gli inquirenti. Certo, se è stato lui a scrivere quella lettera, ‘In morte di un’amica’ , colpevole o innocente non ha vissuto bene neanche lui. Una volta ho detto che preferivo essere la mamma di Lidia Macchi piuttosto che quella del suo assassino. Lo confermo. Non posso trovare altre parole. Il dolore, c’è, rimane. La storia non si è conclusa”.

Se avesse la possibilità di parlare ancora una volta con sua figlia Lidia Macchi, Paola le chiederebbe di farle sapere chi è stato a portarla via: Le direi di darsi da fare e di farci capire chi è stato. Le direi: guarda che la mamma sono trent’anni che soffre e che le rimane ancora poco. Adesso siete su in due, tu e papà. Aiutatemi, aiutateci. Un animatore della clinica Molina, dov’era ricoverato mio marito, ha fatto un bellissimo disegno. C’è una croce. Lidia e suo padre s’incontrano. ‘Ciao Lidia’. ‘Ciao papi’. ‘Ciao Lidia, dove eravamo rimasti?’”.

Intervista del Giorno.it

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