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NewsOmicidio Marco Mongillo: Zampella resta in carcere, non è stato un gioco?

Omicidio Marco Mongillo: Zampella resta in carcere, non è stato un gioco?

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Antonio Zampella voleva uccidere Marco Mongillo. La ricostruzione dei fatti sin dal primo momento era apparsa inverosimile. Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo averlo ascoltato ha deciso che deve rimanere in carcere perché “la sua è una personalità pericolosa e allarmante priva del necessario autocontrollo: potrebbe attentare alla vita altrui”.

marco mongilloAntonio Zampella è accusato di omicidio volontario. Ha sparato al suo amico Marco Mongillo per gioco, così come ha confessato ai carabinieri dopo essersi costituito. Per Zampella quanto accaduto è una disgrazia, non sapeva che la pistola, acquistata clandestinamente, fosse carica. Prima di puntarla a Marco l’aveva rivolta verso il suo piede ma non era partito nessun colpo. Forse gli amici avevano fumato qualche spinello dopo pranzo, ma non è stata trovata alcuna traccia e questa è una delle prime contraddizioni di Zampella. La seconda è che dopo lo sparo la pistola è stata lanciata dalla finestra, ma è stata trovata avvolta in un panno. In questa vicenda anche i testimoni hanno deciso di non collaborare, il fratello Umberto infatti ha detto che al momento dell’omicidio era di spalle perché stava andando in cucina. Vincenzo invece, il fratello di Marco ha detto che non era nell’appartamento, era sceso giù per riprendere le cartine che erano cadute dal balcone. Ha sentito il colpo mentre era sulle scale e quando è rientrato ha visto Marco sulla poltrona, coperto di sangue. Antonio Zampella e Umberto erano fuggiti via.

Il giudice si è fatto un’idea precisa, Zampella e Mongillo potrebbero aver avuto uno screzio, la ricostruzione dell’arma scarica è priva di fondamento perché lo stesso Antonio ha detto che era stata acquistata a scopo difensivo e che la custodiva accuratamente. Inoltre lo stesso ha mostrato familiarità con l’uso delle armi. L’autopsia che verrà eseguita oggi dovrebbe chiarire alcuni lati oscuri della vicenda. Eppure si continua a parlare di una lunga amicizia, nessuno stato su Facebook contro Antonio Zampella, tutti credono al tragico errore.

La madre di Marco Mongillo non crede al “gioco finito male”. La donna sostiene infatti che il figlio sia stato ammazzato volontariamente. Maria dice che il giovane era lì per caso, era un ragazzo per bene e dopo poco sarebbe andato a lavoro, faceva il pizzaiolo. È stato Vincenzo ad avvertire la madre, in un primo momento quando le ha detto che Marco era morto ha pensato ad un incidente, mai avrebbe pensato di trovarlo sulla poltrona. Aveva il volto coperto da una maglia. I sanitari del 118 hanno tentato per 15 minuti le manovre di rianimazione.

Fonte: Repubblica (Napoli)

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