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Delitti ItalianiOmicidio Marco Vannini: solo Martina Ciontoli potrebbe confessare?

Omicidio Marco Vannini: solo Martina Ciontoli potrebbe confessare?

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omicidio marco vannini-ciontoliL’omicidio di Marco Vannini, morto a 20 anni a Ladispoli, è ancora avvolto nel mistero, nonostante sia passato quasi un anno da quel tragico giorno. Il segreto dell’omicidio lo conosce soltanto la famiglia Ciontoli, eppure in tanti sperano che l’unica che potrebbe raccontare la verità, Martina la fidanzatina di Marco, si decida a parlare

Marco Vannini è stato ucciso da un colpo di pistola partito dall’arma del padre della fidanzata, Antonio Ciontoli. La famiglia Ciontoli, nel corso delle indagini, ha dato sempre versioni poco convincenti e contraddittorie, tanto che lo scorso 4 marzo, insime a Viola Giorgini, fidanzata del fratello di Martina, sono stati tutti rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio volontario.

L’unica che potrebbe raccontare finalmente la verità potrebbe essere, secondo alcuni, Martina Ciontoli, la ragazza che ha sempre professato il suo grande amore per Marco. Perchè? Quest’ultima prima di essere interrogata, aveva descritto, mentre era in caserma, al fratello e alla sua fidanzata il momento esatto in cui è partito il colpo dalla pistola del padre, circostanza che ha poi negato davanti al pm.

Intanto, il legale della famiglia Vannini, Celestino Gnazi, punta il dito contro la giovane: “Martina diceva di amare Marco ma chi ama è disposto a sacrificare la propria vita, mentre lei è stata rinviata a giudizio per l’omicidio di Marco. La Corte dirà se è colpevole e, in caso affermativo, quale pena meriterà. Preferisco non pensare nulla della persona, anzi preferisco non dire quello che penso”.

Sulla pena che si aspettano, dice: “Non ricordo precedenti analoghi ai fatti, la richiesta di giustizia deve avvenire all’interno delle regole e con la compostezza mantenuta dalla grande maggioranza ma non da tutti. Nel processo noi non chiederemo una pena determinata, quello è il compito del Pubblico Ministero. Chiederemo che venga affermata la loro responsabilità penale e che venga usata la giusta severità, senza nessuno sconto”.

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