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Omicidio Maria Cristina Omes, la madre: “Non riesco a perdonarmi di non averli saputi proteggere”

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Maria Cristina OmesGiuseppina Redaelli, mamma di Maria Cristina Omes, racconta ai giornalisti de ilgiorno.it di quell’ultima telefonata ricevuta dalla figlia poco prima di essere uccisa dal marito

A togliere la vita a Maria Cristina Omes ed ai suoi due figli, Giulia di quasi cinque anni e Gabriele di appena venti mesi, è stato Carlo Lissi, padre di famiglia che voleva mettere fine a quel matrimonio per un’altra donna. “La famiglia era una gabbia. Non sopportavo più questa vita” aveva raccontato l’uomo ai carabinieri durante la sua confessione.

Cosa è successo poco prima di quella strage premeditata e architettata giorni prima, lo racconta la mamma di Maria Cristina Omes che non riesce a darsi pace.

“Era sabato, quel maledetto 14 giugno. Ero tornata da Messa, avevo preparato la cena e stavo guardando la tv, quando è suonato il telefono. Erano le 22.20, pochi minuti prima che quel mostro me la uccidesse”.

Al telefono era la figlia: “Parlava a bassa voce, i bimbi, i miei angioletti, dormivano. Era tranquillissima. Gabriele, il piccolo, prima della nanna mangiava sempre un plum-cake sbriciolato. Poi Cristina ripuliva con l’aspirapolvere. Mi chiamò per dirmi che proprio in quel momento le si era rotto il filo del Folletto. Senza questo inconveniente, non l’avrei sentita per l’ultima volta. Sapeste quant’è prezioso per me il ricordo di quel saluto.”

Giuseppina Radaelli si offrì di portare a Maria Cristina Omes il suo aspirapolvere, ma lei le disse che non era il caso perchè quella sera di inizio estate pioveva troppo.

La donna pensa tutt’oggi che se fosse andata a casa della figlia forse quel mostro non avrebbe consumato la tragedia: “Non riesco a perdonarmi di non averli saputi proteggere” continua a ripetere.

Eppure quel padre così affettuoso è riuscito ad uccidere la moglie e i suoi due angioletti: “Giocava coi figli, non ha mai alzato una mano o causato una lite. Ma guardi cos’ha fatto in una volta sola. Li ha ammazzati come delle bestie. Non capirò mai perché è stato così cattivo. Perché? Perché tutta quella ferocia? I bimbi dormivano. Spero che non abbiano visto che è stato lui. Prego ogni giorno perché Cristina sia morta senza rendersi conto che la stessa sorte era toccata ai suoi piccoli”.

La famiglia di Maria Cristina Omes vuole giustizia e per tutti loro Carlo Lissi dovrebbe essere condannato a tre ergastoli, non uno: “Deve stare dentro e passare ogni giorno della sua vita a pensare a quel che ha fatto”.

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