HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiDossierOmicidio Marina Patriti: uccisa dall’amante di suo marito Maria Teresa Crivellari che non voleva lasciare la famiglia

Omicidio Marina Patriti: uccisa dall’amante di suo marito Maria Teresa Crivellari che non voleva lasciare la famiglia

di

Giacomo Bellorio aveva avuto una relazione con Maria Teresa Crivellari, ma il venditore ambulante era ancora legato alla moglie Marina Patriti. L’amante si sentiva tradita e non riusciva ad accettarlo, tanto che iniziò a minacciarla. Un giorno la fece rapire e uccidere da due balordi mettendo in scena una fuga, con tanto di lettera d’addio.

marina patritiIl 18 febbraio del 2010, Marina Patriti, casalinga di 44 anni, accompagna la figlia minore a scuola come tutte le mattine. Un tossicodipendente e un rapinatore la tengono d’occhio e quando si avvicina alla macchina per tornare a casa la accerchiano e la costringono ad entrare dentro in silenzio. Si fermano nei pressi di un parcheggio dove c’è un’altra auto con cui si dirigono presso una cascina abbandonata e lasciano Marina da sola. Perché l’hanno rapita?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto indietro e parlare di un’altra donna: Maria Teresa Crivellari. La 53enne è rimasta vedova da poco e si innamora di Giacomo, un venditore ambulante dei mercati, marito di Marina. L’uomo accetta la corte della donna, ma quando lei vuole ufficializzare la relazione iniziano i problemi perché Bellorio è sposato e con 3 figli e non vuole lasciare la famiglia. Dopo molte insistenze riesce a strappargli la promessa di formare una nuova famiglia insieme. La moglie Marina Patriti è a conoscenza del tradimento e aspetta solo di essere abbandonata, non vuole mettere fine al matrimonio. Giacomo è innamorato di Marina e non riesce a cancellare dalla sua memoria i momenti felici che hanno vissuto insieme pur essendo separati in maniera ufficiosa, quindi decide di tornare indietro sui suoi passi.

Maria Teresa però perde la testa e non accetta il rifiuto e decide di riprendersi Giacomo. Il 31 dicembre del 2009 fa recapitare un mazzo di fiori a Marina e al posto del biglietto mette una foto che ritrae lei e Giacomo. La povera donna inizia a piangere e non si fida del marito che invano tenta di spiegare che l’ex amante si vuole vendicare. Anche questa volta fanno pace e la Crivellari si trasforma in stalker pedinando Marina Patriti.

Torniamo al 18 febbraio 2010 quando Giacomo Bellorio riceve un sms dalla moglie: «Oggi vai tu a prendere il bambino». L’uomo si insospettisce e teme che sia successo qualcosa, poi un suo collega gli consegna la borsa di Marina con le chiavi dell’auto e una lettera scritta a mano: «Me ne vado con il mio amore, i ragazzi capiranno». La calligrafia non era la sua e partono le ricerche. Nel frattempo Marina Patriti dopo ore passate al buio vede la porta davanti a lei che si apre, entra Maria Teresa che la guarda e la costringe a bere dei sedativi disciolti in un bicchiere di aranciata portato dal figlio. Poi qualcuno le copre il capo con un sacchetto di plastica e muore soffocata. Giacomo sporge denuncia i carabinieri e li invita ad indagare su Maria Teresa Crivellari ma tutti credono alla fuga d’amore.

Nel frattempo Giacomo torna a frequentare Marina che lo consola, però le attenzioni degli inquirenti si concentrano su due uomini e sul figlio della donna. Dopo 9 mesi vengono trovati i resti di Marina Patriti e la situazione diventa chiara, Maria Teresa aveva persino tentato di depistare le indagini insinuando un coinvolgimento di Bellorio, che si sarebbe tirato indietro all’ultimo momento. La Crivellari è stata condannata all’ergastolo, mentre per i tre complici le pene vanno dai 12 ai 16 anni.

Lascia un commento

Back to Top