HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsOmicidio Nicola Lombardo: il killer è un pensionato
omicidio benzinaio palermo

Omicidio Nicola Lombardo: il killer è un pensionato

di

Per l’omicidio di Nicola Lombardo si seguiva anche la pista mafiosa. Piazza Lolli è considerata una delle piazze “calde” di Palermo. Inoltre il proprietario della Esso è Salvatore Nangano, fratello di Francesco Nangano, considerato vicino alla mafia di Brancaccio e deceduto in un altro agguato nel 2013. Il killer del benzinaio però è un pensionato. Il movente è il prezzo della benzina, troppo caro.

omicidio benzinaio palermo

Foto: Giormale di Sicilia

Erano troppe le circostanze strane intorno all’omicidio di Nicola Lombardo, il benzinaio freddato sabato pomeriggio al distributore Esso di Piazza Lolli a Palermo. Per due giorni, il delitto è stato un vero e proprio rompicapo, poi è arrivata la svolta con l’arresto di un pensionato. Il procuratore aggiunto di Palermo, sin dal primo momento era stato molto cauto e non aveva tirato in mezzo la mafia perché avevano pochi elementi, aggiungendo che le indagini erano in corso e che potevano arrivare sviluppi inaspettati da un momento all’altro.

Gli agenti avevano sequestrato le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona e quelle del distributore Esso. Purtroppo questo era spento e quindi non era stato possibile risalire al numero di targa della Fiat Punto da cui era sceso l’assassino. Sono state controllate centinaia di targhe ma incrociando alcuni dati, gli investigatori sono risaliti a Mario Di Fiore, un pensionato che abita a Brancaccio.

Dopo un interrogatorio durato 2 ore l’uomo è crollato e ha confessato: «Ho ucciso io quel benzinaio, il pieno era troppo costoso. Mi aveva chiesto 68 euro». L’omicida di Nicola Lombardo è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi. A nulla è valso il suo pentimento, per lui si apriranno le porte del carcere.

Sabato pomeriggio Maurizio Di Fiore stava andando dalla figlia, ma si era fermato per fare benzina. Solitamente pagava 61 euro per il pieno, quel giorno Nicola Lombdardo gliene aveva chiesti 68, 7 euro in più del normale. Il benzinaio si è avvicinato per convincere l’uomo a pagare ma in lui è scattato qualcosa di strano che l’ha spinto a prendere la pistola e a sparare. Di Fiore deteneva l’arma illegalmente da un paio d’anni, dopo aver subito due rapine. In casa e in un magazzino ne nascondeva altre.

Fonte: Repubblica – Palermo

Lascia un commento

Back to Top