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Omicidio Paola Labriola, 30 anni al suo ex paziente Vincenzo Poliseno

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paola labriolaPaola Labriola, psichiatra di 53 anni, venne uccisa il 4 settembre dello scorso anno da Vincenzo Poliseno, il 45enne che la donna aveva in cura presso la struttura di igiene mentale di Bari. L’uomo dopo oltre un anno dall’omicidio è stato condannato a 30 anni di carcere con rito abbreviato

Vincenzo Poliseno quella mattina del 4 settembre si avventò su Paola Labriola colpendola con un coltello numerose volte alla schiena, almeno 28 sarebbero state le coltellate che uccisero la vittima all’istante. Il 45enne per fortuna venne immediatamente bloccato grazie al repentino intervento delle forze dell’ordine che lo condussero in Questura per interrogarlo.

Solo nelle ultime ore per l’assassino reo confesso della 53enne è arrivata la prima condanna inflitta dal tribunale di Bari: l’uomo dovrà scontare 30 anni di carcere. Il gup Roberto Oliveri del Castillo ha riconosciuto per la condanna dell’uomo anche due aggravanti, ovvero quella della crudeltà e dei futili motivi, ed ha inoltre escluso vizi parziali o totali di mente.

L’avvocato difensore di Vincenzo Poliseno ha così commentato: “Sul profilo della imputabilità c’è ancora molto da dire perché è un delitto nato in centro di salute mentale, dove tutti sanno non vanno persone che stanno bene con la testa, vanno persone che hanno problemi mentali. Tutto lascia supporre che sia stato quello il movente dell’omicidio, una instabilità di Poliseno. E’ stata riconosciuta l’imputabilità nonostante gli esperti, pur escludendo l’infermità, hanno detto che questo delitto è frutto del malessere interiore di Poliseno, che stava vivendo un momento terribile della sua vita tanto che aveva pensato al suicidio.”

L’uomo, non solo dovrà trascorrere 30 anni in prigione ma dovrà anche risarcire i familiari di Paola Labriola.

Le indagini per l’omicidio della donna non si concludono quì, infatti, sono ancora in corso per quanto riguarda le “responsabilità connesse, precedenti e successive all’omicidio, miranti ad occultare le responsabilità della Asl di Bari”.

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