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NewsOmicidio Paola Labriola: chiesto il rinvio a giudizio per l’ex direttore generale dell’Asl

Omicidio Paola Labriola: chiesto il rinvio a giudizio per l’ex direttore generale dell’Asl

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Ennesima svolta nel processo per l’omicidio di Paola Labriola, la psichiatra che venne uccisa a coltellate da un suo paziente nel centro di salute mentale. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per Colasanto, l’ex direttore generale dell’Asl.

paola labriolaDomenico Colasanto rischia di finire sotto processo per l’omicidio della psichiatra barese Paola Labriola. Il 4 settembre del 2013 un suo paziente la uccise con 28 coltellate mentre era nel suo studio all’interno del centro di salute mentale a Bari. All’epoca dei fatti Colasanto era direttore generale dell’Asl del capoluogo pugliese. Secondo l’accusa il dirigente era a conoscenza della situazione di pericolo del centro dove operava Paola Labriola ma ha omesso la predisposizione di un sistema di sorveglianza tecnico o mediante dei servizi di vigilanza.

L’autore del delitto di Paola Labriola è Vincenzo Poliseno, già sottoposto a processo celebrato con rito abbreviato e condannato a 30 anni di reclusione. All’interno dello stesso il pm aveva avviato un’altra inchiesta per accertare la responsabilità dell’Asl in materia di sicurezza nei centri di salute mentale. Colasanto è accusato anche di falso perché ha falsificato i Documenti di valutazione dei rischi che non erano stati predisposti come previsto dalla normativa sul lavoro.

Paola Labriola aveva 53 anni e amava il suo lavoro, insieme agli altri colleghi che lavoravano nella struttura barese di Via Tenente Casale aveva chiesto la presenza di una guardia giurata, ricevendo un rifiuto dalla direzione perché (secondo loro) non vi era alcun rischio. Il centro mentale era frequentato da persone con problemi di varia natura ed entità, il 44enne Vincenzo Poliseno era un tossicodipendente. L’arma utilizzata per il delitto della psichiatra Paola Labriola è stata un coltello da cucina. Ad accorgersi dell’omicidio furono i colleghi mentre l’assassino attendeva che arrivassero gli agenti in una saletta. Il movente una richiesta di denaro negata.

Fonte: Repubblica – Bari

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