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Omicidio Paula Burci, bruciata viva perché voleva uscire dal giro della prostituzione: il nuovo processo entra nel vivo

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È entrato nel vivo il nuovo processo per la morte di Paula Burci, dopo che il primo è stato annullato dalla Cassazione. Gli aguzzini della ragazza, bruciata viva perché voleva uscire dal giro della prostituzione, si sono presentati davanti ai giudici della corte d’Assise di Rovigo.

paula burciIl tribunale di Rovigo ha acquisito i faldoni dell’inchiesta per la morte di Paula Burci, la giovane ragazza finita nel giro della prostituzione, bruciata viva perché voleva uscirne. Gianina Pistroescu e Sergio Benazzo sono stati accusati di essere gli aguzzini della ragazza e per questo condannati all’ergastolo, ma dopo il colpo di scena giudiziario di due anni fa, sono “presunti assassini”. La prima sezione della Cassazione annullò la sentenza della Corte di Assise di Ferrara per un cavillo burocratico, e il processo è ripartito dalla fase istruttoria.

È molto probabile che il nuovo processo sia molto più veloce, perché nel fascicolo del dibattimento vi sono molti atti che avevano portato alla condanna all’ergastolo per entrambi gli imputati. Durante la prima udienza, i giudici di Rovigo hanno accolto i verbali della corte e gli incidenti probatori, inoltre hanno respinto una eccezione preliminare della difesa che aveva sollevato una questione formale sulla mancata notifica di chiusura delle indagini da parte della procura di Ferrara agli assistiti. Dopo questa prima fase il processo entra nel vivo, dal banco dei testimoni passeranno tutti gli stessi soggetti che hanno preso parte al processo ferrarese tra cui gli ufficiali di polizia, gli amici e i conoscenti di Paula Burci e anche quelli degli aguzzini Sergio Benazzo e Gianina Pitroescu.

Paula Burci arrivò in Italia grazie al cugino che le aveva promesso un posto da colf, dopo un breve soggiorno in un albero ferrarese lei e Gianina vennero ospitate da Benazzo e da quel momento iniziò il suo calvario. Ogni sera la ragazza veniva accompagnata per strada ma dopo essersi innamorata di un ragazzo che è tra i testimoni dell’accusa, decise di scappare via. Benazzo e Gianina però riuscirono a trovarla e la massacrarono con un martello e un forcone, la ragazza non ebbe scampo, e nonostante i colpi, i pugni e i calci, respirava ancora. A quel punto gli aguzzini la portarono in un bosco e la bruciarono viva, coprendo i suoi resti con un tronco.

Il 24 marzo del 2008 alcuni ragazzi che portavano a spasso i loro cani trovarono i resti di una donna a Zocca di Ro, dopo molto tempo si arrivò all’identità: era Paula Burci. Dopo 3 anni di lunghe indagini scattarono le manette ai polsi di Sergio Benazzo e Gianina Pistroescu, che stava scontando una pena di 5 anni per sfruttamento della prostituzione. Nel 2012 arrivò la condanna all’ergastolo, confermata anche dalla corte di appello di Bologna.

Fonte: Estense.com

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