HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Cold CaseDelitti ItalianiDossierMisteri ItalianiPillole NereOmicidio Pietro Sanua, ucciso 21 anni fa: un uomo perbene, simbolo dell’antimafia

Omicidio Pietro Sanua, ucciso 21 anni fa: un uomo perbene, simbolo dell’antimafia

di

Sono passati 21 anni dall’omicidio di Pietro Sanua, il presidente degli ambulanti milanesi. Un uomo che aveva avuto il coraggio di denunciare il racket del mercato dei fiori e delle spartizioni dei chioschi all’esterno del cimitero.

pietro sanua-omicidio-21 anniEra il 4 febbraio del 1995, faceva molto freddo quella mattina a Milano. Lorenzo Sanua aveva 20 anni e aiutava il padre, Pietro Sanua, un ambulante. In quel furgoncino Mercedes il tempo si è fermato quando un colpo di fucile ha colpito in pieno Pietro, senza nemmeno dare il tempo a Lorenzo di accorgersi cosa stesse succedendo, perché nel frattempo il mezzo continuava a camminare da solo.

Pietro Sanua aveva 47 anni, era il presidente provinciale dell’Associazione nazionale venditori ambulanti della Confesercenti, e qualche mese prima aveva portato davanti alla Commissione di Palazzo Marino una denuncia che faceva luce sul racket del mercato dei fiori e sull’assegnazione dei chioschi fuori dal cimitero. Pietro Sanua sapeva troppo e forse aveva parlato troppo, facendo venire fuori una Milano diversa, di lì a poco la città sarebbe stata investita dal caso “Mani pulite”, con tutte le conseguenze del caso. L’omicidio di Pietro Sanua è un cold case, la verità si trovava in una Fiat Punto di colore marrone, abbandonata carbonizzata a Genova. La domanda che ancora oggi in molti si fanno è perché la pista seguita sia stata quella del delitto passionale, che non ha mai convinto nessuno.

Pietro Sanua è stato marchiato come sciupafemmine, e dopo 21 anni è difficile che vengano fuori i nomi dei suoi assassini. Il figlio Lorenzo ha condotto una lunga battaglia affinché Pietro venisse riconosciuto come vittima di mafia e il suo nome è stato inserito nell’elenco solo nel 2010. Negli scorsi giorni, a Corsico, è stato intitolato a Pietro Sanua un bene confiscato alla mafia, non è un caso se è stato affidato ad una cooperativa che vende frutta e verdura biologiche. Oltre le targhe e le fasce tricolore stirate per l’occasione c’è la memoria viva di un uomo che si è opposto alle logiche clientelari e che ha tenuto sempre la schiena dritta. Le cronache raccontano che faceva molto freddo, anche quella sera, ma nessuno si è alzato prima della fine della cerimonia.

Fonte: Corriere.it

Lascia un commento

Back to Top