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Delitti ItalianiOmicidio Pordenone: l’altra ipotesi degli investigatori

Omicidio Pordenone: l’altra ipotesi degli investigatori

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trifone e teresaGiosuè Ruotolo continua ad essere l’unico indagato per l’omicidio che mesi fa ha sconvolto Pordenone. Sulla morte di Trifone e Teresa gli investigatori si concentrano su un’altra ipotesi, quella passionale

Spuntano alcune indiscrezioni su Giosuè Ruotolo. Il militare 26enne indagato per il duplice omicidio di Pordenone sarebbe omosessuale. Il delitto sarebbe dunque scaturito dopo i rifiuti di Trifone Ragone, ex commilitone felicemente fidanzato con Teresa Costanza.

A riferirlo è stato il settimanale Giallo. Giosuè Ruotolo, dopo aver saputo che nell’ambiente militare si vocifera sulla sua presunta omosessualità, avrebbe negato di sentire attrazione per gli uomini. Quest’ultimo, fidanzato con Rosaria Patrone, avrebbe anche risposto ad alcune domande fatte dagli inquirenti riguardanti proprio la sua relazione con la Patrone.

“Non potendo tralasciare alcuna eventualità, in questa fase dell’indagine, era inevitabile che i pm vagliassero tutte le ipotesi possibili, compresa questa – ha dichiarato il legale Roberto Rigoni Stern – Ci risulta stiano lavorando anche su questa pista ma quella di un amore non corrisposto di Giosuè nei confronti di Trifone appare davvero un’ipotesi fantasiosa. A cominciare dal fatto che risulta sguarnita di qualsiasi corredo probatorio. Fino ad oggi non ci sono elementi che vadano in quella direzione, non risulta che alcuna delle persone sentite, né i commilitoni nè altri testimoni, abbiano rilasciato dichiarazioni utili a comprovare questa tesi. Fino ad ora non sono emersi indizi nè alcun nesso di causalità che portino a dimostrare che Ruotolo abbia commesso il duplice delitto e quindi si sta cercando un movente che non c’è all’interno di una ‘provocazione’. Si stanno scandagliando le vite personali di questi ragazzi alla ricerca di una motivazione ma non risulta nulla che possa far ricondurre questo gesto ad una presunta simpatia o attrazione di Giosuè per Trifone. Ribadisco che se questo sospetto fosse stato davvero concreto e verosimile, vi sarebbero stati senza dubbio riscontri nei messaggi o nelle testimonianze degli altri commilitoni e delle molte persone sentite. Invece, non è risultato nessun comportamento strano o anomalo. Nessuna ‘devianza’. Era più di un anno che Giosuè non viveva nello stesso appartamento con Trifone. Non risultano incontri, chiamate o messaggi”.

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