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NewsOmicidio di Ravenna, Cagnoni ricostruisce il giorno del delitto: “Qualcuno si è infilato in casa”

Omicidio di Ravenna, Cagnoni ricostruisce il giorno del delitto: “Qualcuno si è infilato in casa”

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matteo-cagnoniMatteo Cagnoni, il dermatologo accusato di aver ucciso la moglie, Giulia Ballestri, a colpi di bastone, ha descritto l’ultimo incontro con la moglie avvenuto proprio nel giorno del delitto. Ecco cosa ha raccontato e chi avrebbe incolpato

Matteo Cagnoni è stato interrogato per quattro ore davanti al Gip di Firenze, Erminia Bagnoli, negando per tutto il tempo di aver ucciso la moglie. Il dermatologo ha inoltre specificato che non è assolutamente vero che il rapporto con la donna si era completamente deteriorato: “Non come è stato scritto (…). Era un matrimonio il nostro per dieci anni perfetto. Poi da un anno mia moglie aveva manifestato una sorta di malessere. Cominciò a dire che non aveva più trasporto, che si sentiva confusa, esaurita. Questo non significa che ci si scannasse. Io ho chiesto divorzio poi la separazione quando ho scoperto che lei aveva una relazione. E cioè intorno a Ferragosto”.

Di quella relazione, Cagnoni avrebbe avuto inizialmente grandi sospetti: “Mia moglie non mi aveva mai detto niente, io sospettavo da tempo e avevo chiuso anche un occhio. Sospetto che questa relazione fosse in piedi da ottobre, novembre. Lei aveva sempre negato anche con mio padre. Però non è che per uno che si sta per separare, automaticamente si deve pensare che deve fare fuori la moglie. Noi abbiamo fatto vita di coppia anche fino gli ultimissimi giorni con grande distensione anche in mezzo agli altri”.

A questo punto il Gip ha chiesto al medico come ha preso conoscenza della relazione extraconiugale: “Ho consultato quest’avvocato divorzista il quale mi aveva detto che io dovevo fare subito delle indagini (…). Quindi ho dato incarico a quest’agenzia investigativa (…). A giugno non è emerso nulla, poi dopo è stata seguita meglio e intercettata”.

Dopo altre domande riguardanti il matrimonio e la vita di coppia, si è passati al giorno del delitto: “Come nostra abitudine siamo andati a far colazione in pasticceria. Poi mia moglie mi ha detto: ‘Vuoi andare a fare queste foto? Foto ai quadri nella casa di famiglia, quella dove è stata trovata. Aveva fatto le foto, poi dopo siamo usciti. Io non volevo che mia moglie ci andasse da sola lì, perché ci avevano trovato un magrebino; di notte altre persone che erano entrate con le pile perché si arrampicavano. Erano tre mesi che andavamo sistematicamente a fare fotografie e un quadro non era venuto bene perché era un olio su tela. Secondo me il suo obiettivo era prendere un quadro piccolo per il soggiorno”.

Cagnoni ipotizza ad una possibile ricostruzione dell’omicidio: “Dichiarandomi innocente e assolutamente essendone certo, le cose che io presumo sono che c’è una porta a vetri che lei abbia lasciato aperta… e non abbia chiuso la porta e che uno che era in giardino si è infilato perché ci bivaccavano dei marocchini anche; li abbiamo sempre visti e mandati via. Oppure cosa più probabile che ci fosse già qualcuno dentro o che c’era ed è rimasto nascosto, non lo so, però sicuramente ci sono…”.

Da: Ilrestodelcarlino.it

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