HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsOmicidio Roberto Grasso, pensionato condannato a 17 anni: “La sua non è stata legittima difesa”
tribunale

Omicidio Roberto Grasso, pensionato condannato a 17 anni: “La sua non è stata legittima difesa”

di

tribunaleIl 71enne Giuseppe Caruso è stato condannato a 17 anni di reclusione per aver ucciso nel 2013 Roberto Grasso, 26 anni. Il giovane era stato sorpreso dall’anziano a rubare nel suo terreno

E’ stato accusato di omicidio volontario e condannato a 17 anni per aver ucciso Roberto Grasso. I giudici della Corte d’Assise di Catania, secondo quanto pubblicato dal sito Livesicilia.it, hanno ritenuto “sproporzionata” la reazione del 71enne alla vista del 26enne, il quale era stato scoperto mentre rubava nel fondo agricolo dell’imputato.

L’omicidio avvenne la notte tra il 25 e il 26 aprile del 2013 quando, senza alcuna esitazione, Caruso esplose 4 colpi di pistola contro il 26enne che era disarmato. Per i giudici la sua non è stata legittima difesa ma una vera e propria aggressione che poteva essere quantomeno evitata.

Inizialmente per il 71enne, accusato anche di porto abusivo di arma da fuoco, il pm aveva chiesto una condanna di 21 anni e 6 mesi. Con le attenuanti generiche la pena è stata ufficialmente ridotta di 4 anni e sei mesi. L’imputato dovrà inoltre pagare i danni ai familiari di Roberto Grasso per un totale di circa 540 mila euro.

A non essere d’accordo con la sentenza della Corte d’Assise è il difensore di Giuseppe Caruso: “Solitamente si attendono le motivazioni prima di commentare, ma questa volta dico subito che per me la sentenza è ingiusta ed errata. Preannuncio già che faremo appello nei modi e nei termini previsti dalla legge. Caruso Giuseppe ha ucciso, è vero, ma in maniera preterintenzionale e per legittima difesa un ladro, non un onesto cittadino. Si è dovuto difendere, in piena notte, da un giovane che travisato nel volto, si è furtivamente introdotto nella sua proprietà. Nel caso del signor Caruso la Corte è stata capace di far diventare il ladro la vittima e colui che voleva difendersi il carnefice”.

L’avvocato di parte civile, Lucia Spicuzza, si dice invece soddisfatta della sentenza: “Sono soddisfatta perché questa sentenza dimostra che l’imputato non si è difeso da Roberto, ma che lo ha aggredito. Una sentenza che, tra l’altro, arriva in un periodo storico particolare e che quindi acquista un peso ancora maggiore. Ho seguito la vicenda sin dall’inizio e l’esito rispecchia fino in fondo la tesi che ho sostenuto. Questo non restituirà Roberto ai suoi cari ma almeno è stata fatta giustizia”.

Lascia un commento

Back to Top