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Delitti ItalianiNewsOmicidio Rosboch, Gabriele Defilippi chiede scusa in aula: “Mi dispiace”

Omicidio Rosboch, Gabriele Defilippi chiede scusa in aula: “Mi dispiace”

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E’ iniziato oggi il processo per l’omicidio di Gloria Rosboch. In aula si sono presentati Gabriele Defilippi, Roberto Obert, Caterina Abbattista, madre di Gabriele, ed Efisia Rossignoli, accusata di truffa. Oltre agli indagati, erano presenti in aula i genitori di Gloria Rosboch

Gloria Rosboch è stata uccisa il 13 gennaio del 2016 dal suo ex allievo, Gabriele Defilippi, e dal suo amico Roberto Obert. Il giovane l’aveva fatta in qualche modo innamorare, riuscendo a sottrarle 187 milia euro di risparmi con la promessa di una vita insieme in Costa Azzura, fatta di lavoro e tanto amore.

Adesso, ad un anno dall’omicidio, per Gabriele Defilippi, Roberto Obert, Caterina Abbattista e Efisia Rossignoli è iniziato il processo. A parlare in aula è stato Gabriele, che ha voluto chiedere scusa per tutto il male fatto: “Mi vergogno di quello che ho fatto e chiedo scusa. Mi dispiace, non posso riavvolgere il nastro. Sono dispiaciuto di aver trascinato così tante persone in questa vicenda, mia madre e il mio fratellino. Ora devo ricominciare da capo: lo devo a voi e anche a me stesso”.

Anche Caterina Abbattista ha voluto chiedere perdono: “Esprimo alla famiglia Rosboch il mio dolore e la mia solidarietà per quanto accaduto alla loro figlia. L’autore di un fatto così inspiegabile ed orrendo è mio figlio Gabriele. Come è difficile accettare la morte di un figlio, così è difficile accettare che un proprio figlio uccida un’altra persona. Ancora oggi, malgrado la confessione di Gabriele, faccio fatica ad arrendermi all’idea che possa aver ucciso Gloria”.

Le scuse di entambi non sono state assolutamente accettate dai genitori di Gloria Rosboch, che hanno replicato: “Ma cosa chiede scusa, con quello che ha fatto. Prima ammazza e poi chiede il nostro perdono? Non possiamo perdonare, quello che hanno fatto è troppo grave. Mi auguro che la madre soffra almeno la metà di quello che soffro io”.

Fonte: Repubblica.it

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