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FemminicidioNewsOmicidio Rosi Bonanno, l’ex compagno era capace di intendere e di volere

Omicidio Rosi Bonanno, l’ex compagno era capace di intendere e di volere

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Rosi BonannoRosi Bonanno, 26 anni, è stata uccisa il 10 luglio del 2013 a Palermo. A toglierle la via è stato il suo ex compagno, Benedetto Conti, il quale è stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio

Rosi Bonanno e Benedetto Conti avevano iniziato la loro relazione nel 2009. Lei era impegnata con un altro ma quell’incontro casuale l’aveva completamente rapita. E’ così che in breve tempo Benedetto era riuscito a conquistare il cuore di quella ragazza 16 anni più giovane di lui.

Come si legge su Crimeblog.it, è proprio per questo motivo che i genitori di Rosi non vedevano di buon occhio quella relazione. Conti era più anziano della loro figlia ma ad aggravare il tutto era il fatto che non avesse un lavoro e che aveva alcuni precedenti penali.

Rosi Bonanno innamorata folle, non voleva sentire ragioni, aveva deciso di continuare la sua storia d’amore e di fidarsi di quell’uomo che la faceva sentire protetta.

I due, dopo l’ennesima lite con i genitori della giovane, scappano, vivono in auto per qualche settimana fino a quando non trovano, proprio grazie alla mamma e al padre di Rosi, una sistemazione. La relazione continua tra alti e bassi con la perenne presenza di problemi economici. Nel frattempo nasce un figlio e l’attenzione si sposta sull’affidamento del piccolo.

Benedetto vieta a Rosi Bonanno di vedere il figlio e lei inizia a minacciare di togliersi la vita. Dopo un percorso in un reparto psichiatrico, la giovane mamma riesce ad ottenere il riaffido del bimbo e ad inizio 2013 si libera di Benedetto. Lui non accetta la separazione e continua a molestare Rosi e tutta la sua famiglia.

La tragedia arriva il 10 luglio dello stesso anno. Benedetto sorprende Rosi Bonanno da sola con il figlio. I due litigano, lui afferra un coltello e inizia a colpire la sua ex. A trovare la 26enne senza vita abbandonata in una pozza di sangue sarà suo padre.

L’assassino nel frattempo tenta di fuggire, ma viene fermato e condannato per omicidio. Adesso, secondo quando pubblicato da Repubblica.it, la perizia psichiatrica stabilita nel processo all’uomo, ha confermato che quel maledetto 10 luglio, Conti era capace di intendere e di volere, stravolgendo così i piani dei suo legali che avevano puntato tutto sulla seminfermità del loro assistito.

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