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Omicidio Sarah Scazzi: Sabrina Misseri chiede i domiciliari in convento

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Sabrina Misseri ha avanzato per la seconda volta la richiesta di scontare la sua pena agli arresti domiciliari presso una comunità. I giudici decideranno il prossimo 3 maggio.

misseriQuesto pomeriggio, nel corso della trasmissione Pomeriggio 5, si è tornati al parlare del caso di Avetrana. Per l’omicidio della sedicenne Sarah Scazzi, sono finite dietro le sbarre la zia Cosima Serrano e sua cugina Sabrina Misseri. Il prossimo 3 maggio i giudici saranno chiamati a decidere sulla richiesta avanzata da Sabrina di scontare la pena ai domiciliari, presso una comunità. L’inviata di Pomeriggio 5 ha cercato di capire cosa ne pensa il padre della ragazza, Michele Misseri, condannato ad 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere. Quando la giornalista si è presentata davanti all’abitazione dei Misseri ad Avetrana, l’uomo si è mostrato piuttosto infastidito, minacciando l’intervento delle Forze dell’Ordine. Davanti all’insistenza della donna ha lanciato un secchio d’acqua contro la troupe.

Sarah Scazzi è stata uccisa ad agosto del 2010. Lo scorso anno si è chiusa la prima parte della vicenda giudiziaria con la condanna all’ergastolo. Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono in carcere da cinque anni. Non è la prima richiesta di questo tipo avanzata da parte di Sabrina. Anche la madre ha tentato questa strada, ma i giudici sono stati categorici e hanno espresso il loro diniego. Mentre Cosima ha preferito non presentare ricorso, Sabrina Misseri ha scelto di percorrere questa strada. Secondo fonti vicine alla ragazza, la sua intenzione sarebbe quella di andare presso il convento di Don Aldo Bonaiuto. A differenza di Michele Misseri, lui ha risposto alle domande degli inviati di Pomeriggio 5 e ha detto che non ha ricevuto richieste da parte di Sabrina Misseri e della madre di essere accolte nelle strutture protette che gestisce.

Intanto negli scorsi giorni, l’avvocato di Michele Misseri, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, nella trasmissione di Matteo Torrioli “Legge o Giustizia”. Il legale ha commentato gli sviluppi del processo precisando che lui ha garantito al suo assistito una difesa “strettamente tecnica” mirata alla trasformazione del reato contestato da soppressione di cadavere ad occultamento per cui è prevista una pena detentiva massima di 3 anni.

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