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omicidio di silvio fanella

Omicidio Silvio Fanella: condannati i complici

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Egidio Giuliani e Giuseppe La Rosa sono stati condannati a 20 anni per l’omicidio di Silvio Fanella. Il broker venne prima sequestrato e poi ucciso. I due imputati dovranno risarcire la famiglia della vittima. Attualmente un terzo imputato, Giovanni Ceniti è in attesa del giudizio della Corte D’Assise.

omicidio di silvio fanellaIl 3 Luglio 2014 Giuliani, La rosa e Ceniti si presentarono a casa di Silvio Fanella, alla Camilluccia, lato Trionfale, una zona della Roma “bene”. Erano vestiti da finanzieri e avevano costretto l’uomo a rivelargli dove nascondesse denaro e gioielli di provenienza illecita.

Silvio Fanella era agli arresti domiciliari perché era considerato il cassiere dell’imprenditore romano Gennaro Mokbel ed era stato condannato a 9 anni di reclusione per un coinvolgimento diretto nel maxi riciclaggio Telecom Italia Sparkle – Fastweb.

Gli aggressori erano saliti al quarto piano della palazzina dove abitava il broker Silvio Fanella. Dopo il rifiuto dell’uomo di “collaborare” i killer avrebbero aperto il fuoco e Fanella, a suo volta armato, è riuscito a colpirne uno. Il commando si è allontanato abbandonando sul marciapiede il complice ferito.

Dopo meno di un anno è arrivata la sentenza da parte del giudice che depositerà la motivazione della condanna entro 90 giorni. I legali dei complici dell’omicidio di Silvio Fanella attendono di ricevere il contenuto per articolare il ricorso. In particolare non conoscono il ragionamento logico che ha portato il giudice a condannarli per sequestro di persona a scopo di estorsione e non per tentativo di rapina. L’omicidio di Silvio Fanella non è stato assolutamente premeditato in quanto il fuoco è stato aperto solo in seguito alla lite. Silvio Fanella viveva con una cugina e con i suoi due piccoli figli. La donna è stata ascoltata come testimone nel processo.

Il sequestro di persona a scopo di estorsione si configura perché l’omicidio Fanella è collegato all’inchiesta Mafia Capitale. Da una cabina telefonica sulla Via Flaminia intercettata dalle forze dell’ordine sono partite varie telefonate, una poco prima dell’assalto al broker in cui Giuliani dice a Manlio Denaro (anche lui coinvolto nel maxiriciclaggio della Telecom) che si trovava a Novara e che sarebbe sceso a Roma il 26 Giugno, chiedendogli di “fargli trovare i regalini richiesti”. Secondo gli inquirenti questa è la prova dei preparativi per il sequestro.

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