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Delitti dal mondoOmicidio Simone Renda: slitta ancora il processo

Omicidio Simone Renda: slitta ancora il processo

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Tre degli otto imputati per l’omicidio di Simone Renda sono irreperibili. Il processo dunque slitta ancora. Il bancario leccese trentaquattrenne è morto nel 2007 mentre era in vacanza in Messico. Il processo è molto complesso dal punto di vista giuridico. L’udienza è stata rinviata a Luglio. Se gli imputati non si presenteranno, si proseguirà nei confronti degli altri cinque.

simone rendaSono otto gli imputati dell’omicidio di Simone Renda. La magistratura salentina ha avviato una rogatoria ma non ha ancora ricevuto una risposta. La nuova udienza è stata fissata per il mese di luglio ma se gli imputati non dovessero presentarsi si proseguirà con gli altri cinque. I responsabili sono tutti cittadini messicani: Hermilla Valero Gonzalez (giudice qualificatore), Cruz Gomez (responsabile dell’ufficio ricezione del carcere), Enrique Sánchez Nájera e Luis Alberto Landeros (guardie carcerarie), Pedro May Balam e Arceno Parra Cano (vicedirettori del carcere), Francisco Javier Frias e Jose Alfredo Gomez (agenti della polizia turistica di Playa del Carmen). Per tutti loro all’ipotesi di reato di omicidio si aggiunge la violazione dell’articolo 1 della Convenzione Onu.

Simone Renda venne arrestato con l’accusa di disturbo alla quiete pubblica perché ubriaco e venne condotto in una cella di sicurezza. Nella diagnosi del medico di guardia si legge che le condizioni di salute dell’uomo versavano in grave stato clinico sospettando un principio d’infarto con la prescrizione di un ricovero presso una struttura ospedaliera per ulteriori accertamenti. Simone Renda però venne trattenuto in stato di fermo per 42 ore senza acqua, cibo e assistenza sanitaria. La madre del bancario continua a chiedere giustizia e si è costituita parte civile. Il procuratore Cataldo Motta nella sua accusa parla di omicidio volontario con l’aggravante di trattamenti crudeli e inumani. Questo processo è molto complesso perché la corte Messicana ha già condannato a 3 anni di reclusione (pena commutata in ammenda) il giudice qualificatore. Il responsabile dell’ufficio ricezione del carcere e una delle guardie carceraria sono stati condannati a 2 anni e 10 mesi (anche queste pene commutabili in multe), il vicedirettore Balam invece è stato prosciolto. Per questo motivo gli avvocati della difesa e il procuratore avevano sollevato il “ne bis in dem” presentando una memoria articolata presso la Corte d’Assise di Lecce.

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