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Sissy Trovato: aveva problemi a lavoro? Nuove ipotesi

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Nuove ipotesi nel caso di Sissy Trovato, l’agente di polizia penitenziaria trovata in fin di vita nell’ospedale di Venezia. Agli amici aveva riferito di alcuni problemi a lavoro.

sissy trovatoEmerge una nuova e inquietante ipotesi sul caso di Sissy Trovato, l’agente di polizia penitenziaria trovata in fin di vita nell’ascensore dell’ospedale di Venezia dove era in servizio lo scorso primo novembre. La ragazza aveva una ferita di arma da fuoco alla testa. Maria Teresa, per gli amici Sissy, aveva confidato ad alcuni amici di avere dei problemi a lavoro, eppure per gli inquirenti il suo è un sospetto suicidio. A riportare l’indiscrezione che potrebbe dare una svolta alle indagini è il settimanale Giallo. Oggi l’agente lotta tra la vita e la morte.

Sissy Trovato da circa una settimana “non era più la stessa”. Originaria di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, era in servizio a Venezia. La procura ha deciso di aprire un’inchiesta perché le circostanze sono davvero poco chiare e purtroppo gli elementi presenti sono insufficienti per seguire delle piste, inoltre anche l’unica telecamera installata non funzionava. Quel giorno Sissy Trovato era in ospedale per accompagnare una detenuta che aveva partorito. I colleghi hanno atteso il suo ritorno sul mezzo in dotazione agli agenti della Polizia Penitenziaria ma dopo i controlli di routine alla partoriente ha preso l’ascensore e quando si è fermato a piano terra l’hanno trovata in una pozza di sangue.

La chiave per risolvere il caso potrebbe essere nel malessere di Sissy Trovato ma la sua famiglia non crede che fosse depressa. I genitori hanno detto a Giallo: «No, nostra figlia non era depressa. È una ragazza piena di sogni e di vita. Nell’ultimo mese si era iscritta alla facoltà di Giurisprudenza perché voleva proseguire con gli studi e fare carriera. Stava progettando il suo futuro, insomma. Non molto tempo fa è tornata a casa in Calabria e non abbiamo notato nulla di insolito nel suo atteggiamento. Era la Sissy di sempre. Allegra con tutti, divertente, ironica. Il suo solito sorriso contagioso. Non ci ha mai dato alcun segnale di depressione. Piuttosto bisogna indagare sugli ultimi suoi contatti, sul perché la mattina della tragedia ha chiesto alla sua amica di farle una ricarica al cellulare quando poi l’ha lasciato nell’armadietto del penitenziario e non l’ha portato con sé. Bisogna capire perché è andata ad assistere la detenuta in ospedale: non doveva svolgere quel compito quella maledetta mattina».

1 commento

  • roro:

    È ancora viva, in coma ma viva.

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