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Omicidio-suicidio a Palermo, spara e si toglie la vita: “Tentavano di truffarlo. Lui se n’è accorto”

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Foto: Adnkronos.com

Il cuore di Palermo si è macchiato di sangue. Nelle ultime ore in via del Parlamento si è dato vita ad un tragico omicidio-suicidio avvenuto dopo un presunto litigio scoppiato tra i due muratori Giuseppe Di Stefano e Alessandro Valenti

Giuseppe Di Stefano e Alessandro Valenti sarebbero entrati in conflitto per questioni di lavoro. I due avrebbero iniziato a litigare per strada per poi spostarsi nella proprietà di Di Stefano dove poco dopo è avvenuta la tragedia. Ad aprire il fuoco su Valenti sarebbe stato proprio il suo collega che gli avrebbe sparato contro due colpi partiti da una revolver calibro 38 che successivamente è risultata essere rubata.

Dopo aver ucciso l’uomo Di Stefano si sarebbe poi tolto la vita. Ad assistere al terribile omicidio-suicidio sarebbe stato il figlio sedicenne di Alessandro Valenti il quale potrebbe aiutare gli esperti per poter ricostruire al meglio la dinamica dei fatti. Sul luogo del delitto sono intervenuti anche gli uomini della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale di carabinieri di Palermo per poter effettuare rilievi tecnici.

Secondo le prime informazioni sul caso, Valenti stava eseguendo alcuni lavori per Di Stefano il quale si sarebbe più volte lamentato della lentezza con sui si procedeva e dei materiali utilizzati dal muratore. Quest’ultimo aveva forse l’intenzione di licenziare Valenti che però pretendeva i soldi che gli spettavano.

A Palermo tanto è lo sgomento tra la gente e, come pubblicato dal sito Adnkronos.com, la cognata di Giuseppe Di Stefano avrebbe inoltre dichiarato che l’uomo non stava molto bene e che i muratori avrebbero approfittato di questo per ingannarlo: “I muratori lo volevano truffare, approfittavano del fatto che Giuseppe non stava bene. Che disgrazia. I muratori sapevano che Giuseppe stava male e tentavano di truffarlo, ma lui se n’è accorto. Usavano materiale diverso da quelli decisi insieme e Giuseppe l’ha saputo”.

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