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Delitti StradaliNewsOmicidio-suicidio. Si schianta contro un tir: “Voleva uccidere la moglie, lei chiedeva aiuto terrorizzata”

Omicidio-suicidio. Si schianta contro un tir: “Voleva uccidere la moglie, lei chiedeva aiuto terrorizzata”

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Lunedì scorso uno schianto mortale è avvenuto a San Giorgio della Richinvelda, poco distante da Pordenone. A perdere la vita sono state tre persone: Cristiano Di Paoloantonio, la moglie Jamir e il camionista Florindo Carrer

Quello che sembrava essere soltanto un terribile schianto, potrebbe essere in realtà un omicidio-suicidio organizzato a tavolino. Cristiano Di Paoloantonio sarebbe salito a bordo di un furgone trascinando con sè la moglie, che durante quella corsa a folle velocità tra le auto, avrebbe chiesto disperata aiuto.

Questo è quanto emerso da alcuni racconti dei testimoni che avrebbero visto la donna sbracciarsi con il terrore negli occhi, nella vana speranza di poter uscire viva da quel furgone. A parlare è il fratello di Florindo Carrer, 52enne camionista di Cessalto, rimasto vittima dell’incidente provocato da Di Paoloantonio.

“Alcuni testimoni sul luogo dell’incidente hanno riferito di un passaparola fra camionisti, sulla presenza lungo la provinciale, di un furgone lanciato a folle velocità tra le auto. Alla guida c’era un uomo e accanto a lui una donna che si sbracciava terrorizzata, come per chiedere aiuto. Purtroppo nessuno ha i nomi di queste persone, la cui testimonianza sarebbe ora fondamentale per confermare quanto purtroppo è già chiaro, e cioè che mi fratello è stato ucciso”.

Jamir avrebbe voluto lasciare il marito, che si è vendicato uccidendola e uccidendosi. La donna in passato aveva denunciato l’uomo perchè la minacciava: “Mi uccido ma tu vieni con me”, parole che si sono materializzate in quel terribile schianto.

Cristiano avrebbe tentato di togliere la vita alla donna già il giorno prima, quando si era schiantato con un altro furgone contro un muro.

“Si parla tanto di femminicidio e allora ci chiediamo perché, dopo tutto questo, a quell’uomo non è stata tolta la patente dopo il Tso? O dopo il primo incidente? Perché non è stato fermato?”, si chiedono adesso i familiari del camionista rimasto coinvolto.

Da: Corriere.it

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