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Omicidio a Taranto: Francesca Martire ha ucciso la madre 93enne

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Una donna di Taranto, Francesca Martire, ha chiamato la centrale operativa dei carabinieri dopo che ha trovato il corpo della madre riverso sul pavimento di un appartamento in Corso Italia. Nel giro di pochi minuti i militari sono giunti sul posto accompagnati dai medici del 118 che hanno trovato la donna in stato confusionale e continuava a ripetere questa frase: «Venite a casa mia madre è morta. E’ crollata all’improvviso sul pavimento».

carabinieri2I medici, dopo aver accertato la morte dell’anziana madre di 93 anni, hanno predisposto il ricovero per la figlia 61enne presso l’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto. Le due donne non vivevano insieme. Francesca Martire era tornata a Taranto da qualche giorno, insieme al marito gestisce un negozio di antiquariato in Inghilterra.

Gli investigatori hanno risolto il giallo in pochissime ore, iniziando ad indagare proprio sul ritorno della donna nel capoluogo jonico. Agli psichiatri invece è spettato il compito di effettuare gli accertamenti psichiatrici. L’appartamento di Corso Italia è stato ispezionato dagli esperti della sezione scientifica per cercare di ricostruire i fatti che hanno portato alla morte della donna. Il magistrato di turno invece ha fatto disporre immediatamente l’autopsia per stabilire se il decesso era avvenuto per cause naturali o se ci fosse dell’altro. Da questo lavoro interforze è emerso che la mano che ha ucciso l’anziana era proprio quella della la figlia.

Nell’abitazione della vittima sono state trovate tracce di sangue, inoltre era stata messa a soqquadro e gli indumenti erano sparsi sul pavimento. I vicini hanno raccontato che poco prima dell’arrivo dei militari hanno sentito delle urla. Tra le altre prove raccolte dagli inquirenti il biglietto di ritorno per Londra a nome di Francesca Martire.

Il medico legale durante l’autopsia ha rilevato segni di violenza sul corpo dell’anziana e una perdita di sangue nella bocca causata da un corpo solido. Durante l’interrogatorio, l’omicida, ancora in stato confusionale ha confessato di aver aperto la bocca della donna per “soccorrerla” e impedirle di dire “cose terribili”.

Fonte: Taranto Buonasera

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