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Cold CaseNewsOmicidio Tatiana Tulissi: nuovi accertamenti nella villa in cui fu uccisa

Omicidio Tatiana Tulissi: nuovi accertamenti nella villa in cui fu uccisa

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tatiana tulissiLa Procura di Udine cerca in ogni modo di trovare la chiave per risolvere il giallo dell’omicidio di Tatiana Tulissi, la 37enne uccisa a colpi di pistola l’11 novembre 2008 nella sua villa di Manzano, che condivideva con il compagno Paolo Calligaris

Sono trascorsi 8 anni dall’omicidio di Tatiana Tulissi, un delitto che per il momento continua ad avere tanti dubbi, misteri ed incertezze. E’ per questo che le indagini proseguiranno alla ricerca di elementi che potrebbero far arrivare gli esperti alla svolta di questo cold case.

Questa volta sono stati i droni ad entrare e a sorvolare la villa di via Orsaria per un nuovo sopralluogo e per effettuare alcune riprese aeree. Nella lunga lista degli inquirenti, al primo posto c’è anche la ricerca di eventuali tracce biologiche nell’abitacolo o nel bagagliaio del Land Rover di Paolo Calligaris, l’analisi delle ogive dei proiettili rinvenuti sulla scena del crimine, l’analisi delle scarpe e degli abiti di Tatiana Tulissi, per scovare tracce biologiche, segni di trascinamento, di terra o fango. Le analisi proseguiranno poi sul cellulare di Tatiana, su un copriletto, sul telecomando del cancello e su alcuni mozziconi di sigaretta repertati sul posto.

Ma chi era Tatiana Tulissi? A spiegare un po’ il suo carattere da maschiaccio e la sua vita comune a tante altre donne fu la mamma in un’intervista del 2013: “Era piena di interessi, di amici, anche se negli ultimi anni la sua vita era diventata più solitaria e appartata. Era un maschiaccio, capace di guidare per migliaia di chilometri senza fermarsi, fare lavori maschili, spaccare la legna, imbiancare la casa, come del resto faceva anche da quando si era trasferita a Manzano. La famiglia Calligaris non aveva certo problemi economici, eppure lei non ci pensò mai a smettere di lavorare, faceva le sue otto ore, si occupava della casa visto che non voleva collaboratori, aveva anche ritinteggiato la casa da sola. Non era pretenziosa, niente vita mondana o fasti, per lei una pizza al venerdì sera e la colazione in centro a Cividale al sabato erano abbastanza”.

Sempre nel 2013 la mamma della vittima dichiarò queste parole: “Lo guarderei in faccia (all’assassino ndr.) e gli chiederei perché lo ha fatto. Perchè Tatiana? Lei una persona sempre pronta a fare del bene a tutti, a comprendere. La sua è stata un’esecuzione vera a propria. Non meritava questo”. A distanza di 3 anni quel desiderio di giustizia verso chi le ha portato via per sempre la figlia Tatiana continua ad essere soltanto un sogno lontano.

Da: Ilgazzettino.it

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