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Omicidio Teresa e Trifone: Ruotolo non ha cancellato tutto, importanti tracce nel pc

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Omicidio Teresa e Trifone: la procura ha dato conferma sugli ultimi sviluppi delle indagini sull’omicidio della coppia di Pordenone; Giosuè Ruotolo malgrado la sua esperienza di tecnico informatico non sarebbe riuscito a cancellare tutto dal suo pc.

ruotolo delitti.netGiosuè Ruotolo, indagato per il duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone, pur tentando un’accurata pulizia, avrebbe lasciato varie tracce di documenti nel suo computer, tracce che a detta degli inquirenti  sono un tassello importantissimo, quasi decisivo,  al fine delle indagini.

Gli importanti elementi ripescati dagli esperti nel pc di Ruotolo sarebbero stralci di frasi che il militare ha cancellato dopo aver saputo del ritrovamento nel laghetto della pistola usata per uccidere Teresa e Trifone. I messaggi in questione erano stati inviati alla fidanzata, Maria Rosaria Patrone.

Grazie a questo ritrovamento, nelle mani degli inquirenti ci sarebbero ora delle frasi riconducibili al delitto, senza dubbio alcuno.  Intanto Rosaria Patrone la 24enne fidanzata di Ruotolo indagata per favoreggiamento e istigazione, ha scritto una lunga lettera alla conduttrice Barbara D’Urso dove per la prima volta parla della sua situazione.

Qui di seguito il testo integrale della lettera alla D’Urso riportato da vari giornali:

– “Ti scrivo Barbara perché hai affrontato questa vicenda senza pregiudizi: io sono una normale studentessa e mi trovo in una situazione con accuse infamanti che non auguro al mi peggior nemico. Vivo notti da incubo, continuo a trascorrere giorni bui. Non ho più amici, gli sconosciuti mi additano facendomi sentire un mostro. Chi mi ridarà la mia serenità? Sono sicura che tu donna e mamma possa capirmi, sono stanca. – 

Oggi mio malgrado sono indagata per una orribile vicenda avvenuta a Pordenone, a mille chilometri da dove vivo io. Io sono una ragazza che fino a ieri viveva la sua vita in tranquillità, dedicandosi allo studio e alla famigli. Oggi, improvvisamente, mi trovo catapultata in una vicenda più grande di me, in un incubo inspiegabile.

Vivo notti da incubo, svegliandomi di soprassalto, sperando che si sia trattato di un brutto sogno: purtroppo così non è e continuo a trascorrere giorni bui che posso solo sperare finiscano quanto prima”.“Vedo che da più parti addirittura si meravigliano che non abbia ancora lasciato Giosuè : perché dovrei farlo? Cosa mi rimarrebbe? Se un giorno dovesse accadere sarà perché il nostro amore sarà finito e non certo perché oggi io possa avere dei dubbi. Sono certa della sua innocenza, vorrei solo essere lasciata in pace.

Non ho più amici, quelli che avevo mi evitano con cura, le persone che incontro, anche sconosciuti, mi additano con morbosa curiosità, facendomi sentire un mostro; sono stata giudicata e condannata già prima di entrare quale indagata in questo processo eppure avevo appreso attraverso i miei studi universitari, frequento con discreto profitto l’ultimo anno della facoltà di Giurisprudenza, che per essere ritenuta colpevole dovevo essere condannata dopo ben tre gradi di giudizio. Le mie foto, mio malgrado, sono ovunque.    Rosaria.”

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