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Omicidio Valentina Tarallo: svolta nelle indagini, si segue la pista di una relazione burrascosa

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Le indagini sull’omicidio di Valentina Tarallo, la ricercatrice torinese, avvenuto a Ginevra, hanno preso una pista molto diversa dalla prima ipotesi di rapina; la 29enne è stata massacrata a colpi di spranga a Ginevra, all’uscita dall’università; e ora pare che il movente sia legato ad una relazione della vittima.

valentina taralloValentina conosceva l’uomo che l’ha uccisa, pare si tratti di un senegalese 36enne con il quale la ricercatrice avrebbe avuto una relazione piuttosto burrascosa; inoltre il movente della rapina è stato escluso per via del fatto che sul luogo del delitto è stato ritrovato lo zainetto con il portafogli, il tutto intatto.

La pista dell’omicidio passionale è emersa anche grazie ad alcuni dettagli forniti dai compagni di Valentina che avrebbe confidato loro di aver frequentato un ragazzo africano, ma di aver interrotto la relazione molto presto a causa dell’eccessiva gelosia e del carattere violento di lui.

A rendere ancora più certa la pista dell’omicidio passionale è la testimonianza di una vicina di casa della vittima che agli inquirenti ha raccontato: “L’anno scorso rientravamo intorno all’una di notte quando lei è uscita dal suo appartamento in lacrime, pallida come un cencio, affermando che qualcuno la stava importunando. Qualcuno che avrebbe suonato all’impazzata e a lungo il campanello di casa di Valentina”.

Pare ormai evidente che lunedì scorso, in Avenue de la Croisette, proprio sotto il portone di Valentina, l’ex fidanzato africano le avrebbe teso un vero e proprio agguato colpendola ferocemente con quella spranga e lasciandola senza vita sul marciapiede. Gli Inquirenti sono già a conoscenza dell’identità del presunto assassino e sono in possesso anche delle sue impronte digitali, lasciate sulla spranga abbandonata accanto al cadavere della studentessa.

Fonte Foto unige.ch/medecine

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