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Omicidio Vanessa Russo: Doina Matei chiede scusa, il Pg favorevole alla semilibertà

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Doina Matei ha chiesto scusa a tutti. Per il Pg dell’accusa, la ragazza può tornare in semilibertà. La parola passa al Tribunale di Sorveglianza di Venezia.

doina mateiIl caso di Doina Matei aveva surriscaldato gli animi. La ragazza sta scontando una pena per aver l’omicidio di Vanessa Russo. I fatti risalgono al 2007, Doina e Vanessa erano alla fermata della metro a Roma quando ad un certo punto nacque un diverbio e la romena colpì la giovane con un ombrello. Condannata a 16 anni per omicidio preterintenzionale, dopo 8 anni, è stata riconosciuta a Doina Matei la buona condotta. Secondo quanto stabilito dalla legge a Doina è stata concessa la semilibertà, con obbligo di rientro presso il carcere femminile della Giudecca, inoltre aveva ottenuto dei permessi premio per dormire fuori. Il 12 aprile scorso però il magistrato di sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro, ha sospeso la semilibertà di Matei dopo che la ragazza aveva condiviso su Facebook una foto in cui era in costume.

Oggi Doina Matei è tornata in tribunale. Il procuratore ha dato il suo parere favorevole per la revoca della sospensione. La parola adesso passa ai giudici del tribunale di Sorveglianza che sono chiamati a decidere sulla nuova istanza presentata dal legale di Doina. La ragazza è stata ascoltata e nell’interrogatorio si è scusata: «Ho capito di aver compiuto una leggerezza, non pensavo che per una foto pubblicata su un giornale scoppiasse tutto questo scandalo. Me lo sarei immaginato quando un anno fa circa mi è stata concessa la semilibertà. Chiedo scusa a tutti, anche alla famiglia di Vanessa Russo, so che non mi perdonerà mai ma la mia è un’espiazione interiore». (Fonte: Repubblica). Doina Matei ha detto che non sapeva del divieto di utilizzare i social network che sono un canale attraverso cui può mantenersi in contatto con i suoi figli. Questo comportamento secondo il Pg, che si è mostrato molto aperto, “non è un vulnus che interrompe il processo educativo”.

Il legale di Doina Matei, ha ricordato l’iter processuale della sua assistita, il clima di razzismo, e le battute pesanti che spesso interrompevano il dibattimento. Inoltre sull’uso di Facebook non è stata aperta nessuna indagini da parte della polizia giudiziaria e Doina, tranne quella leggerezza, ha un profilo irreprensibile.

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