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fabio di lello e roberta smargiassi

Omicidio a Vasto, il dolore di Fabio: “Roberta era incinta quando venne investita”

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Non è riuscito a superare il dolore per la perdita della moglie Roberta, investita ed uccisa la scorsa estate da Italo D’Elisa. A parlare è la mamma di Fabio Di Lello, l’uomo che nei giorni scorsi si è trasformato in un assassino

Insieme avevano grandi progetti, in primis quello di poter allargare la loro famiglia. Pare infatti che Roberta fosse incinta quando è morta. A raccontare questo straziante dettaglio è stata la mamma di Fabio Di Lello, che ha ucciso l’uomo che ha provocato la morte della sua amata moglie.

“Oggi possiamo confermarlo, non avevamo mai voluto parlarne prima: Roberta era incinta. Volevano annunciarlo il 2 luglio, il giorno dopo l’incidente. Avevano organizzato una festa in famiglia proprio per questo… Grandi progetti, grandi sogni, pensavano di aprire un negozio con un minimo di ristorazione a base di pane. Erano felici..”.

I sogni di Fabio e Roberta si sono dolorosamente infranti. La vita dell’uomo, come si legge sul Corriere, dopo la morte della moglie è totalmente cambiata: Fabio non è riuscito ad accettare la morte di Roberta. Andava al cimitero anche di notte, saltava il muro e stava lì con lei. Sempre, notte e giorno. Poi ha smesso con le notti ed entrava alle 7 del mattino, quando aprivano i cancelli, tornava a mangiare un boccone, poi di nuovo lì fino alle 6 di sera, l’orario di chiusura. Un’ossessione: suo fratello lo invitava a Roma e lui rifiutava: “E poi chi ci sta con Roberta?”. Gli dicevo Fabio tu non puoi vivere così, ma lui si arrabbiava”.

“Io so che a sei mesi dal lutto o ti riprendi o finisci nel tunnel e Fabio è finito nel tunnel – continua la donna – Non ce l’ha fatta anche perché non accettava certe cose che leggeva sull’incidente prima di Natale, tipo che Roberta non aveva il casco allacciato eccetera. Da quei giorni è andato sempre più giù”.

La famiglia di Fabio Di Lello, per aiutarlo a superare questa fase della sua vita, avrebbero voluto ricoverarlo: “Due giorni prima del delitto sono andata dallo specialista, uno dei tre da cui Fabio era in cura. Ho detto: mio figlio sta male, sta davvero molto male, ricoveratelo, ma la dottoressa mi ha detto che era possibile solo se lo chiedeva lui”.

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