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Delitti ItalianiNewsOmicidio a Vasto, parla il padre della vittima: “Italo era un bravo ragazzo, per lui solo odio”

Omicidio a Vasto, parla il padre della vittima: “Italo era un bravo ragazzo, per lui solo odio”

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Mercoledì 1 febbraio Fabio Di Lello ha ucciso Italo D’Elisa, l’uomo che gli ha portato via la moglie investendola ed uccidendola. Una vendetta che ha scosso tutti. A parlare è il padre di Italo, il quale era indagato per l’omicidio della donna

A breve sarebbe dovuto comparire davanti al gup dare inizio all’udienza preliminare per quell’incidente che gli ha cambiato per sempre la vita. Italo D’Elisa era colpevole di aver investito ed ucciso Roberta Smargiassi, la moglie di Fabio Di Lello, l’uomo che mercoledì si è trasformato in un assassino.

A parlare in un’intervista alla Repubblica.it è il padre di Italo D’Elisa, che secondo alcune indiscrezioni, nonostante tutto, non avrebbe mai chiesto scusa a Di Lello o alla famiglia della vittima.

“L’odio non porta a niente – ha dichiarato Angelo D’Elisa – L’unica cosa che dovevano fare, Italo e Fabio, era incontrarsi. Parlarsi, abbracciarsi e piangere insieme. Magari sarebbero diventati amici, erano due persone buone. Insieme avrebbero cancellato questa maledetta campagna d’odio che seppellirà mio figlio e distruggerà del tutto anche lui: tutti noi, da allora, abbiamo sempre convissuto con il dolore per la morte di Roberta. Ne siamo ancora addolorati, sa? Anche oggi, dopo quello che è successo”.

Italo da quell’incidente è totalmente cambiato: “Stava male, malissimo. Chiunque di noi se si trovasse in una situazione così tragica come starebbe? È un inferno. Aveva paura a uscire di casa. Si era chiuso in se stesso, poi un giorno mi ha detto: non ce la faccio più, voglio uscire, ho bisogno di aria. C’era qualche ragazza che gli girava intorno, ma nessuna fissa. Nessuna che gli stesse accanto e lo aiutasse, e d’altronde in questa situazione aveva altro a cui pensare che l’amore. [..] Era in uno stato di shock pazzesco, non vi rendete conto”.

La rivedeva tutte le notti, quella donna – continua l’uomo – Quelle immagini, quella scena orrenda non si dimenticano. Ma io gli dicevo: forza e coraggio, Italo, piano piano passerà. Cercavo di tenergli su il morale. I medici mi dicevano di aiutarlo, rischiava di chiudersi definitivamente in sé stesso. Nessuno può sapere cosa si prova, se non lo vive. Si metteva a letto, e dopo due ore si svegliava di soprassalto con quell’immagine negli occhi. E poi di giorno tutto questo odio. Il sito in cui lo attaccavano con parole orribili aveva 1500 adesioni, tantissime in una cittadina come Vasto che ha 40mila abitanti. [..] Lo hanno lasciato solo, e si sono divertiti alle sue spalle sui social network”.

Il giorno dell’omicidio, Italo D’Elisa era uscito per fare un giro in bici: “Mia moglie è distrutta. L’ha visto l’ultima volta a pranzo. C’ero anche io: stavo uscendo per andare a lavorare e lui le ha detto: mamma, vado a farmi un giretto in bicicletta, è una bella giornata. Provo a svagarmi un po’. Non è più tornato“.

“Non ho parole, per queste persone: Fabio Di Lello ha commesso un atto osceno. Italo era un ragazzo buono, semplice. Era sempre disponibile. Le assicuro, una persona di cuore. Aveva la passione per i vigili del fuoco e per il volontariato nella Protezione civile. Quest’estate, un paio di mesi dopo l’incidente c’era stato il terremoto. Era distrutto, ma voleva partire, sognava di andare là a dare una mano. Papà – mi disse – non ci posso mica andare, con sto guaio sulle spalle come faccio? Non posso nemmeno guidare…”.

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