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Delitti ItalianiNewsOmicidio a Vasto, le parole dell’assassino: “Non volevo ucciderlo, ma mi ha sfidato”

Omicidio a Vasto, le parole dell’assassino: “Non volevo ucciderlo, ma mi ha sfidato”

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Cosa è successo mercoledì 1 febbraio a Vasto? A raccontare come sarebbero andate le cose è stato Fabio Di Lello, l’uomo che in pieno giorno ha ucciso Italo D’Elisa con tre colpi di pistola

La famiglia di Fabio Di Lello, l’uomo che ha tolto la vita a colui che ha investito ed ucciso la moglie, è distrutta dal dolore. Nessuno avrebbe mai pensato che il 34enne potesse arrivare a tanto: “Non pensavo che uccidesse qualcuno – ha dichiarato la mamma dell’omicida – Pensavo che si ammazzasse lui”.

Quel giorno invece, Fabio Di Lello ha impugnato la sua pistola, acquistata a settembre, ed ha aperto il fuoco contro Italo, che gli aveva portato via la moglie in un fatale incidente avvenuto in un incrocio: “È successo tutto in modo imprevedibile – ha raccontato l’uomo al suo legale – Non volevo uccidere. Stavo tornando con la mia macchina dal campo di calcio del Cupello. A un certo punto ho visto il ragazzo in bicicletta. Veniva in senso opposto, ci siamo guardati. Mi ha detto: avvocato, aveva quel solito sguardo di sfida. Allora ho fatto inversione di marcia. Lui si era fermato al bar. Ho parcheggiato e sono sceso. Non per ucciderlo ma solo per parlargli. Avevo infatti lasciato la pistola in macchina. Appena uscito dal bar, mentre stava tornando a riprendere la bici, mi sono avvicinato a lui. Quando mi ha visto ha fatto il provocatore, come sempre. Non ci ho visto più. Sono tornato in macchina ho preso la pistola e l’ho ucciso”.

E’ possibile che Fabio Di Lello abbia invece programmato il delitto? Perchè l’uomo avrebbe dovuto girare con una pistola in auto? A destare alcuni sospetti c’è anche altro: “Lo scorso primo dicembre Fabio Di Lello si è spogliato di tutti i suoi beni per intestarli ai genitori. Questo deporrebbe a favore della premeditazione del gesto. Potrebbe averlo fatto per non essere aggredito nel patrimonio dopo il delitto che stava forse meditando”.

Queste circostanze devono essere in ogni caso confermate e sono ora al vaglio della procura. Ciò che è sicuro è che Di Lello si è già pentito di ciò che ha fatto: “Ho sbagliato avvocato, mi sono rovinato la vita”.

Da: Corriere.it

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