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Omicidio Yara: i difensori di Bossetti chiedono l’assoluzione. Ecco perchè

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Yara: BossettiDurante la nuova udienza per l’omicidio di Yara Gambirasio hanno preso parola gli avvocati di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, i quali continuano a chiedere l’assoluzione del loro assistito

Massimo Bossetti continua ad essere l’unico imputato per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio. Nonostante tutto, i difensori del 45enne continuano a chiedere l’assoluzione poichè gli indizi contro il loro assistito sembrerebbero non essere gravi o precisi: “Con quello che è emerso in questo processo, a livello di diritto Bossetti va assolto”.

Per i difensori di Bossetti, l’omicidio della povera Yara si sarebbe consumato altrove e non in un campo incolto di Chignolo: “Non vorrete credere alla favola che al buio, sotto l’acqua e la neve, nel campo infangato, l’assassino abbia alzato la maglietta per uccidere? I vestiti della ragazza non sono sporchi di fango. Yara è stata spogliata e rivestita in un altro posto, in un altro contesto. È l’ipotesi più credibile. Non ci sono tracce di erba nelle ferite, ma ci sono fibre. Il corpo deve essere stato avvolto in un telo e poi scaricato. La stessa Cattaneo non ha escluso questa possibilità”.

Quelle fibre, che rappresentato uno degli indizi principali, sarebbero per l’accusa frammenti del tessuto presenti nel furgone di Bossetti. Eppure, la difesa sottolinea come sull’Iveco dell’indagato “non è stata trovata nessuna traccia di sangue. È un dato significativo al massimo. Il sangue non si cancella, anche dopo anni”.

In seguito ci sono stati attacchi anche per il Dna: “Per condannare una persona gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti. Qui è tutto incerto: movente, luogo della morte e come Yara è stata uccisa. Anche l’indizio ritenuto più grave dall’accusa, cioè il Dna, è impreciso. Questa indagine non è utilizzabile contro Massimo Bossetti, perché c’è un mezzo Dna, per altro inquinato”.

Secondo Salvagni, troppe sarebbero le anomalie venute a galla durante gli esami del Dna di Ignoto 1: “Nel controllo negativo c’è qualcosa di anomalo, dei picchi che indicano che ci sono state contaminazioni. Si è detto forse troppe volte sottovoce, ma qui c’è un altro Dna mitocondriale, che non è quello di Bossetti”.

L’udienza è continuata prendendo in considerazione anche altri elementi, tra cui le lettere inviate da Bossetti ad una detenuta. Prima della richiesta finale però, l’avvocato Camporini si è rivolto al suo assistito: “Massimo, credo alla tua innocenza altrimenti avrei rinunciato al mandato. Ti ho ascoltato, ti ho studiato, ti ho conosciuto. Se sei innocente, non confessare, non confessare mai“. Bossetti ha così risposto: Mai e poi mai.

Fonte: Corriere.it

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