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Delitti ItalianiOmicidio Yara Gambirasio: inizia il processo, ecco gli indizi contro Massimo Bossetti

Omicidio Yara Gambirasio: inizia il processo, ecco gli indizi contro Massimo Bossetti

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Riflettori puntati sulla prima udienza di un altro processo importante che inizia domani, quello per l’omicidio di Yara Gambirasio, considerato il “processo del secolo”. I giudici dovranno valutare la prova principale che inchioda Massimo Bossetti: il Dna ritrovato su Yara. Il settimanale Giallo ha intervistato il genetista che ha coordinato le ricerche. Contro il muratore di Mapello ci sono altri indizi molto gravi.

yara gambirasioIl professore Giuseppe Novelli, ha coordinato le ricerche per scoprire a chi apparteneva il Dna soprannominato “Ignoto 1”. Al settimanale Giallo, ha dichiarato in esclusiva: «Non ci sono possibilità di errore: il Dna trovato su Yara è di Massimo Bossetti». É proprio grazie alla sua intuizione che il muratore di Mapello si trova in carcere.

I Ris hanno isolato il profilo genetico del presunto assassino da una traccia biologica sospetta vicino ad una ferita da taglio sulla parte superiore degli slip della ragazza. Non è stato possibile dare un nome e un volto all’assassino perché non era nell’archivio. Sono stati controllati circa 22mila profili genetici sino a quando ne è stato individuato uno simile, appartenente a Damiano Guerinoni, nipote di Giuseppe Guerinoni, un autista deceduto nel 1999. I figli dell’uomo sono risultati estranei ai fatti, quindi il professore ha ipotizzato che si poteva trattare di un figlio illegittimo. Le indagini non si sono fermate e, il 16 giugno del 2014 è stata individuata la madre di “Ignoto 1”: Ester Arzuffi.

Il Dna di Damiano Guerinoni è stato estratto da un francobollo di 50 anni, si è conservata così a lungo perché si tratta di una molecola eterna. Se pensate che è possibile analizzare il Dna di mummie egizie, è facile immaginare quanto questa prova sia certa. La procura ha anche fatto riesumare il corpo dell’autista, per essere sicuri al 100% dei risultati del primo test.

Massimo Bossetti ha anche dichiarato che soffre di “epistassi” e che qualcuno avrebbe trasportato il suo sangue sul corpo di Yara per incastrarlo, ma per il professore Novelli, questo non è assolutamente possibile. Il Dna si divide in nucleare e mitocondriale e il primo consente l’identificazione di un soggetto, è come un’impronta digitale. Quello trovato sul corpo di Yara era di Massimo Bossetti.

Gli indizi contro Massimo Bossetti

Il muratore di Mapello non è stato incastrato solo dalla traccia di Dna, vi sono altre prove schiaccianti contro di lui. Nei prossimi giorni ne sentiremo parlare molto. Massimo Bossetti spiava Yara Gambirasio, perché il suo furgone è stato ripreso da 4 telecamere di Brembate sia prima che dopo la scomparsa della ragazza, inoltre i cellulari hanno agganciato la stessa cella telefonica e questo significa che erano insieme. La sera della scompara di Yara, il cellulare di Bossetti è stato spento per molte ore. Perché? L’uomo non ha un alibi e per giustificare la sua presenza a Brembate ha raccontato di essere andato dal fratello, dal commercialista, dal falegname e dal meccanico, ma la sera del 26 novembre 2011 nessuno di loro l’ha visto. Marita Comi, la moglie di Bossetti, l’ha sempre difeso, eppure vi sono alcune intercettazioni in cui manifesta la sua perplessità davanti alle immagini del furgone. Analizzando i tabulati telefonici, Massimo Bossetti è ritornato sulla scena del crimine 10 giorni dopo. Inoltre c’è una ricevuta che ruguarda l’acquisto di sabbia. Cosa doveva farne? Come vi abbiamo già raccontato, c’è una testimone, Alma Azzolini, ritenuta attendibile, che ha visto Yara e Bossetti insieme circa 3 mesi prima del delitto, mentre un altro teste ha dichiarato che i due si sono conosciuti al supermercato mentre facevano la spesa. I giudici considerano l’imputato un “bugiardo cronico” in quanto ha detto ai colleghi di avere un tumore e ha mentito anche sul suo matrimonio in profonda crisi. Non dimentichiamo che Massimo Bossetti aveva anche accusato un collega per depistare le indagini e ora al processo dovrà rispondere anche di calunnia. Infine la madre dell’uomo è stata intercettata mentre ha detto: «Massimo quella sera era a Brembate… Me lo ha detto lui».

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