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Omicidio Yara: al processo contro Bossetti ha parlato la difesa

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Omicidio Yara: due giorni fa l’avvocato Claudio Salvagni, il legale difensore di Bossetti, al processo per l’omicidio di Yara Gambirasio ha tenuto l’arringa difensiva a favore del muratore di Mapello, unico imputato per la morte della tredicenne di Brembate.

yara-gambirasio- delitti.net giusy 290516 h 09.32L’udienza del 27 maggio è la 41esima svoltasi al Tribunale di Bergamo nell’ambito del processo a carico di Massimo Bossetti; Salvagni , affiancato dall’avvocato Camporini, con la sua arringa, (dopo la requisitoria del Pm Letizia Ruggeri, che ha chiesto per Bossetti l’ergastolo)  ha illustrato le motivazioni di innocenza dell’imputato, contrastando con decisione le prove portate in aula dall’accusa la settimana scorsa.

Secondo i legali di Bossetti non vi sono certezze per accusare una persona di omicidio e chiedere addirittura l’ergastolo, e hanno nominato “manovre e forzature” nella ricerca di prove per accusare il loro assistito da parte dell’accusa. Salvagni e Camporini hanno sottolineato l’evidente mancanza di testimoni e di un movente; oltre al fatto che gli oggetti o armi usati per uccidere Yara non sono mai stati trovati.

I punti contestati dalla difesa sono stati molti e tutti esposti con ricchezza di dettagli e approfondimenti: assenza del Dna mitocondriale, le telecamere che avrebbero ripreso, a detta dell’accusa il furgone di Bossetti, le affermazioni del colonnello del Ros Michele Lorusso sui fili d’erba stretti tra le dita di Yara,  lo stato del cellulare del muratore, che l’accusa sostiene essere rimasto spento dalle 17.45 del 26 novembre 2010 fino alle 7.30 del giorno dopo, mentre la difesa afferma che era il telefono di Bossetti era acceso ma che nessuna chiamata o sms erano stati inviati o ricevuti.

La difesa ha anche parlato di un “quadro” negativo cucito sulla figura dell’imputato basato su ipotesi e fatti inesistenti, e di una sorta di ostinazione nello scavare nella vita privata di Bossetti a caccia di dettagli scabrosi.  Ma non c’è stata la conclusione, la seconda parte dell’arringa difensiva è infatti fissata per il 10 giugno; mentre il 17 giugno saranno di scena le repliche delle parti.  La sentenza definitiva è attesa per il 1 luglio, dopo le dichiarazioni spontanee che saranno concesse all’imputato in persona.

 

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